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Tanti auguri Celentano, gli 82 anni del “re degli ignoranti” che rifiutò la laurea a Foggia

Foggia – Il legame tra Adriano Celentano, che oggi compie 82 anni, e la città di Foggia è molto particolare.

Nel suo seguito programma Adrian, andato in onda nel mese di novembre, il famoso molleggiato della canzone italiana ha menzionato la città di Foggia, città alla quale il cantante è legato.

Ebbene sì, le origine del cantante di “Azzurro” sono proprio foggiane. Il cantante è nato a Milano, nella periferia del capoluogo lombardo, nella famosa via Gluck (via protagonista di una delle sue canzoni più famose), ma i suoi genitori erano foggiani.

Papà Leontino e mamma Giuditta Giuva emigrarono a Milano per motivi di lavoro e il giorno della Befana, precisamente il 6 gennaio 1938, nacque il cosiddetto ragazzo della via Gluck, apprezzato e amato cantautore, attore e showman italiano.

Adriano Celentano venne a Foggia solo qualche volta quando era bambino, tenendo da parte, quindi, il suo legame con la Capitanata fino a due mesi fa, quando con sorpresa, ha menzionato il capoluogo dauno nel suo show.

Una terra, quella foggiana, che forse non ha mai voluto riconoscere come “propria” e che ora prepotentemente torna alla luce nei suoi ricordi: “Ad un certo punto – dice il cantante nel suo programma – da Foggia è venuto un mio zio, Alfonso, fratello di Amedeo, quello di cui vi ho parlato la settimana scorsa, ambedue fratelli di mio padre”.

Questa la menzione di Celentano, poche parole che ripristinano un legame che non ha mai coltivato veramente. Come se non bastasse, forse per riconciliarsi con le sue radici, il cantante si è lasciato andare persino ad una performance in dialetto foggiano: “Mio zio era una molto religioso, andava tutte le mattina a messa, da cinquant’anni. Aveva anche un figlio prete, che è morto giovane.

Allora quando io l’ho visto, gli ho chiesto: Zio, ma tu vai sempre a messa tutte le mattine? E lui: ‘Semb, tutti i matìn che ha creat Crist’. Quindi gli chiesi: ecco, ma quando poi moriamo, che cosa c’è di là? E lui: che c’ha da’ ess!”.

Adriano, perchè non sei mai tornato a Foggia allora? Forse non tutti sanno che nel 2006 gli si presentò un’ottima occasione per tornare a visitare il capoluogo dauno ma la rifiutò.

In quell’anno, infatti, l’Università di Foggia gli offrì la laurea honoris causa. “Per il ruolo di pioniere nella sperimentazione di nuovi linguaggi (…) e un’insuperata capacità nel saper trasmettere emozioni e messaggi destinati a penetrare sia la sfera intima che il vissuto collettivo del suo vasto pubblico (…) questo ha fatto sì che il suo personaggio sia diventato un punto di riferimento per una moderna identità di artista”.

Con queste motivazioni l’Università di Foggia voleva assegnare a Celentano la laurea honoris causa, un’idea molto particolare e sicuramente coraggiosa, come la definì lo stesso cantante, quella dell’allora preside della facoltà di Lettere, Franca Pinto Minerva.

La laurea, però, venne puntualmente rifiutata dal cantante con la seguente giustificazione: “Ringrazio tutti per le motivazioni profonde espresse nei miei confronti nel conferirmi questo importante titolo accademico ma, con un “pizzico” di presuntuoso dispiacere, non posso accoglierlo perché sarei costretto a migliorare e non voglio prendermi troppo sul serio. Sono e resto sempre il Re degli Ignoranti“.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 26 anni e sono un’autoctona pugliese. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici, pezzi fondamentali del puzzle meraviglioso che é la nostra terra.

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