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Le Guide di Foggia Reporter: Cagnano Varano

Cagnano Varano – il paese militare dell’Adriatico, che cela la sua identità nelle cave, oltre che fra feudi ducali e tenimenti baronali.
Rinomato come l’idroscalo di Capitanata, questo paese vide ai primi del ‘900 la fondazione della stazione idrovolanti “Ivo Monti”, necessaria per mantenere il controllo bellico dello spazio marittimo ed aereo del medio e basso Adriatico. Il suo spiccato svettamento sulla laguna di Varano, da cui prende il nome, fa di Cagnano Varano un luogo principale rispetto agli altri comuni limitrofi. Su Capoiale, la vista è meravigliosa! Il mare, il lago e il loro istmo… che incanto! Ora si che si comprende la ragione delle continue contese fra famiglie nobiliari per un centro militare oggi è possibile ammirare tra i ruderi di un museo a cielo aperto.

Sito dell’idroscalo militare – Ph. Credit: Civico 93

Cagnano Varano ebbe un ruolo di grande di responsabilità per la difesa della Patria, tanto acclamata tra le mura della Chiesa di Santa Barbara, edificio di culto liberty degli ufficiali della marina e degli abitanti, anch’essi riconosciuto come eroi per la rivolta contro il fascismo. Tra lu càut, case-grotte dei contadini, la Chiesa di Santa Maria della Pietà le donne in ribellione si diressero tutte sotto il Ponte Cinque Luci. Impossibile non passare di lì.

Antico Ponte Cinque Luci, luogo di sommosse popolari

E pensare che i lavoratori della terra abitavano di fianco ai propri feudatari: in Largo Chiesa e Largo Purgatorio, collegate tra loro per viuzze strette ed acciottolate dai lu càut, vi spiccano i palazzi gentilizi delle famiglie più prestigiose. Palazzo Baronale, residenza di baroni e principi come i Di Sangro, i Vargàs e i Brancaccio, ma anche Palazzo Petruzzelli, Russi, Sanzone e Curatolo, coloro che fino al ‘700 gestirono gli affari principali di Cagnano Varano, luogo di feudi e tenimenti.

Cagnano Varano si racconta al profumo di sfricione con il soffritto di aglio, olio e peperoncino su pane raffermo, attraverso le “voci” di monumenti e ruderi databili a diverse epoche. Un susseguirsi di scoperte, svelate dalla curiosità di approfondire la natura di posti ermetici come La Vadovina, Grotta San Michele, Cava La rena, Cast’addara, San Nicola Imbuti, Baranum, Valdoiannina, Romingero e Paiettola che tra terra e mare si fanno  portavoce di una storia un po’ più antica, quando a partire dal Neolitico, passando per i Longobardi, baroni normanni, monaci benedettini, e per finire ai Bonaparte, tutti contendevano questa terra, detta di Avicenna. Chissà per cosa o come! La risposta è nella semplicità di un luogo meraviglioso.

Fonte: Crisetti, L., D’Arienzo, M., Guida, A., “La grotta di san Michele di Cagnano Varano. Tra arte e storia”, Bastogi Editrice Italiana, 2010.

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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