Viaggi e turismo

"Il Cammino della Daunia", itinerario religioso sulla Via Francigena di Puglia

La Via Francigena, uno dei percorsi sacri più noti d’Europa, solca anche il territorio della Daunia. Durante il Medioevo, numerosi furono i pellegrini e crociati che percorsero questa lunga strada alla volta della Terra Santa (Gerusalemme), dopo essersi recati a Roma in preghiera sulla tomba di San Pietro.
Il tratto della Via Francigena, che ha interessato la Puglia nel I millennio d.C, parte proprio dai Monti Dauni per raggiungere la costa adriatica in due punti: o Monte Sant’Angelo sul Gargano od Otranto, a sud della regione pugliese. Il “Cammino della Daunia”, che percorreremo insieme, ha come meta la Grotta di San Michele Arcangelo.
Un lungo itinerario religioso da considerarsi anche come percorso trekking a piedi o in bicicletta. Data la vastità dei kilometri di percorrenza, il consiglio è quello di dividere il pellegrinaggio sei tappe. Ogni paese è visitabile in buona parte dell’anno grazie al clima mite dell’intero territorio.

  • Si parte dal valico di Celle San Vito, uno dei borghi franco-provenzali pugliesi insieme a Faeto, dove tra i pochi abitanti rimasti, udirete ancora discorsi in dialetto francofono. Ma non è l’unica testimonianza: la piccola Chiesa rupestre di San Vito, la storica Taverna di Sant’Uite (San Vito) e l’Abbazia sulla Grotta dedicata a San Michele Arcangelo ad Orsara di Puglia sono i primi segni tangibili della storia religiosa del posto. Non meravigliatevi, perché per arrivare sul Monte Buccolo e a Castelluccio Valmaggiore attraverserete l’Appia Traiana in mezzo alla natura ancestrale dei boschi. Dopo circa 15km (5 ore e mezza), una lunga discesa solitaria vi condurrà verso l’altura di Troia. Attraversandola longitudinalmente, dinanzi a voi la nota Cattedrale con il suo bellissimo rosone e la Chiesa di San Basilio.
  • La seconda tappa prevede il cammino che va da Troia a Lucera in circa 21km. Se incominciate ad intravedere il mare, state percorrendo la strada giusta in direzione sud-est. La via è abbastanza sterrata, ma pensate che state calpestando la Strada dei Longobardi, attraverso la quale un tempo si raggiungevano Monte Sacro e il Santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano. Riconoscerete Lucera dalle sue antiche mura che ancora oggi contengono il centro storico e il Castello Svevo che sovrasta la splendida pineta, perfetto luogo di sosta.
  • Si prosegue alla volta della città dei campanili: San Severo. Per giungervi non vi resta che camminare per 24km su sentieri segnati tra vasti campi di grano e girasole. Durante le stagioni più calde, infatti, sembrerà di camminare in mezzo all’oro! Per non parlare poi dei profumi che la terra offre in ogni stagione. A San Severo sarete circondati dalla calda ospitalità e da antichissime chiese, di cui alcune ipogee.
  • Nella quarto percorso, costeggerete per altri 21km uliveti e vigneti, tipici delle strade pedegarganiche. Da questo momento in poi si va in salita per arrivare su a San Marco in Lamis, sede dei famosi Chiostri di San Matteo e di Santa Maria di Stignano. Oltre al carattere religioso e alla bellezza architettonica, noterete, inoltre, che qui la natura si fa più selvaggia. Tra i tratturi circondati di vegetazione spontanea è raggiungibile anche Borgo Celano, che accoglie un bellissimo Parco dei Dinosauri, fedele ricostruzione della loro presenza sullo stesso promontorio dauno.
  • Il cammino è ancora lungo, perché la fede sfiora i cieli. E così, su in alta montagna da Stignano si prevedono 7 ore di cammino per arrivare a San Giovanni Rotondo, paese adottivo del Santo di Pietralcina. Sfiorerete i sassi dei tratturi percorsi da Padre Pio durante le sue passeggiate meditative. Un viaggio suggestivo soprattutto in cima a Coppa L’arena (936m) che domina la pianura di Capitanata. Un connubio tra antichi e odierni riti religiosi che si compie in una meta turistico-religiosa di fama internazionale.
  • E proprio come pellegrinaggio vuole, ultima tappa il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, sito UNESCO (Patrimonio Mondiale dell’Umanità), il quale da circa 1.500 anni è rinomato come uno dei maggiori centri della cristianità. In 24km si attraverserà la S.S.272 incrociando il sito della Chiesa di Sant’Egidio e di San Nicola nella vallata del Pantano. Giunti alla gola della Fratta, un’ultima salita vi condurrà alla grotta di San Michele, il santuario micaelico più antico al mondo, al Castello, alla Tomba di Rotary ed, infine, al Rione Junno, anch’esso antico borgo medievale.

Come si può immaginare, la maggior parte dei tratturi e dei sentieri del “Cammino della Daunia” sono campestri. Oltre alla misticità, il percorso si connota come escursione sostenibile da compiere anche in un solo weekend sostando tra le splendide masserie del territorio. Il “Cammino della Daunia” racchiude tante sorprese… ora non resta che a voi scoprirle!

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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