Cultura e territorio

Ze Pèppe, maschere e sfilate: il tradizionale Carnevale di Manfredonia

Manfredonia – Il Carnevale, festività che affonda le proprie radici in epoca romana, è alle porte. La città di Manfredonia è pronta a dare inizio ai festeggiamenti per la 67esima edizione del suo Carnevale, all’insegna della storicità e dell’importanza (a livello Nazionale) che lo contraddistinguono.

Lo spirito folkloristico incontra l’innovazione sullo sfondo di un territorio che, in questo periodo dell’anno, si tinge di mille colori avvolto in un’atmosfera spumeggiante. I luoghi del centro città quali il Lungomare Sauro, Corso Manfredi e Piazza Duomo, verranno allestiti per accogliere sfilate di carri allegorici e balli in maschera.

Originariamente i festeggiamenti avevano inizio con l’arrivo della maschera di “Ze Pèppe”, autentica mascotte del Carnevale e bizzarro personaggio proveniente dalla campagna, in grado di portare spensieratezza e buonumore ai cittadini.

La tradizione vuole che la maschera dell’allegro contadino, morto a causa di una polmonite contratta per gli eccessivi festeggiamenti, venga bruciata nel giorno del martedì grasso. Oltre alle tradizionali maschere, il merito della riuscita di questo evento va riconosciuto alle sartorie locali.

Una delle sartorie più in auge tra gli anni 20 e gli anni 50 era quella di Maria Mancini (soprannominata “Menute”), la quale riproduceva ed esponeva in vetrina i costumi più richiesti come quello del satanello (u diavulètte), della zingarella (a zingarèlle) oppure del pagliaccio (u pierrèt), a disposizione della comunità e dei forestieri che si recavano nella cittadina per i festeggiamenti.

Fu proprio grazie alle attività sartoriali che emersero personalità oggi ricordate per le proprie doti. Esempio ne è quello della signora “Tinella” (Elisabetta Capurso), capace di creazioni carnevalesche mirabili, concepite dal suo estroso spirito creativo e realizzate dalle sue laboriose mani. Ad animare i festeggiamenti vi erano anche le “socie”, tutt’oggi presenti come vere e proprie congregazioni di amici e parenti, che avevano lo scopo di organizzare mascheramenti e serate da ballo.

Ogni socia aveva il proprio capo e le proprie regole, le quali ogni membro doveva rispettare. Le strade, coperte di coriandoli volanti e sommerse da ondate di buonumore gratuito, pullulavano di passanti imbellettati. Ulteriore simbolo del Carnevale è la banda, “A ciambotta frèsche”, costituitasi circa vent’anni fa, il cui nome trae origine da un antico piatto tipico della gente di mare, ancora oggi molto amato e richiesto dai buongustai.

Per rimanere in ambito culinario, marchio di fabbrica del territorio Pugliese, Manfredonia possiede una ricetta ultramillenaria, quella della “farrata”: rustico farcito con ricotta, farro, maggiorana, cannella, sale e pepe. In passato, le farrate venivano vendute per le strade sin dalle prime ore del mattino, come testimonia la canzone del poeta Michele Racioppa, “A farrète”. Queste sono solo alcune delle consuetudini più famose del Carnevale di Manfredonia, evento da preservare per la propria singolarità, nel rispetto delle tradizioni antiche.

Marilea Poppa

Ventenne, Studentessa di Lingue e Culture moderne e aspirante giornalista. Scrive di arte, letteratura e sport per testate giornalistiche online. Il suo motto è: “la cultura cura” (culture heals) a dimostrazione di come la promozione e la divulgazione della Cultura, in tutte le sue forme, possa essere una terapia vitale oltreché uno stile di vita.

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