Cultura e territorio

Castello di Dragonara, cuore dell’antico borgo fortificato nella Valle del Fortore

Castel Dragonara o Castello di Dragonara è l’antica testimonianza del borgo fortificato di Dragonara nella Valle del Fortore.

Questo antico maniero rappresenta l’ultima testimonianza del fortilizio bizantino-normanno-svevo distrutto nel 1255 dalle truppe pontificie impegnate nella guerra contro Manfredi, figlio di Federico II, imperatore molto legato alla Capitanata.

Fra gli altri centri sorti nello stesso periodo per volere dei Bizantini per difendere i loro territori, minacciati dai Longobardi e lungo le coste dai Saraceni, si ricorda Fiorentino, Civitate, Montecorvino, Tertiveri, Devia e Troia.

Questi antichi centri erano conosciuti come “città di frontiera”, vere e proprie città-piazzeforti nate per difendere i possedimenti e le ricchezze dei Bizantini. Nel tardo Medioevo queste città sono state abbandonate, ad eccezione di Troia. Per la sua importanza strategica, dopo l’epoca bizantina, si aggiunsero le numerose opere costruite successivamente dai Normanni, dagli Svevi e dagli Aragonesi.

Ecco una ricerca di Ettore Braglia, cultore di storia locale, sull’antico Castello di Dragonara. Dragonara fu a suo tempo un’importante diocesi, i cui vescovi svolsero ruoli importanti, ed ebbe sotto la sua giurisdizione molti paesi, tra cui le isole Tremiti con la potente abbazia di Santa Maria.

Nel XII secolo passò ai Normanni, nel XIII agli Svevi, dopodiché fu distrutta dalle truppe di Alessandro IV nella sua campagna contro gli Svevi che coinvolse anche le altre città della zona a loro rimaste fedeli. Dopo essere stata ricostruita dagli Angioini, passò agli Aragonesi seguendo i corsi storici del resto del Mezzogiorno; a comandare la città da quel momento fu l’influente famiglia Di Sangro, Grande di Spagna e proprietaria di estesissimi feudi in Puglia.

Ma Dragonara era già in decadenza: nel XVI secolo la città veniva abbandonata dagli abitanti, che si trasferivano nella vicina Torremaggiore, mentre nel 1580 la diocesi viene trasferita a San Severo e i suoi territori sono accorpati ad essa. Antico forte a guardia di un guado del fiume Fortore custodisce i ricordi dei fasti di un tempo.

Cuore dell’antico borgo fortificato, Castel Dragonara, è l’ultima testimonianza del fortilizio bizantino-normanno-svevo distrutto nel 1255 dalle truppe pontificie impegnate nella guerra contro Manfredi, figlio di Federico II. Nel XV secolo Paolo I de Sangro eresse sul posto, ormai disabitato, un castelletto di forma rettangolare, con un cortile interno, due torri cilindriche e due quadrate.

A pochi metri dal castelletto, si erge un’altra torre cilindrica, isolata, vuota all’interno ed originariamente priva di porta, alla quale si accedeva probabilmente attraverso un ponte o un passaggio sotterraneo di collegamento. Particolare curioso di questo Castello, e che ci fa supporre che fosse luogo di investiture cavalleresche e di cerimonie iniziatiche, è proprio la Torre cilindrica, Questa Torre, vuota all’ interno, non aveva nessuna uscita esterna.

Il Papa Leone IX che era stato tenuto prigioniero dai Duci Normanni a Dragonara, e fatto oggetto di particolari cure ed attenzioni durante la sua prigionia, in segno di riconoscenza dichiarò valide tutte le conquiste effettuate dai vincitori. Concesse inoltre il privilegio di imporre, nel suo Castello di Dragonara, la Croce in petto al Vescovo nominato di Civitate. Privilegio rimasto alla casata dei Di Sangro, Principi di San Severo, fino all’ultimo discendente deceduto il secolo scorso.

Pur resistendo le forti mura all’incuria e all’inciviltà degli uomini, di sì fiero maniero dopo tanta gloriosa storia oggi non rimane nulla dell’antico splendore: Dragonara è decaduta a casa colonica, ovile e pollaio per animali da cortile.

Bibliografia: comune di Torremaggiore

Redazione

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