Foggia Reporter

Coronavirus e sport: “Ora bisogna pensare alla salute”. Intervista all’atleta foggiano Francesco D’Armiento

Il Coronavirus ha colto tutti impreparati, tanti i dubbi, le preoccupazioni e le incertezze che scandiscono i nostri giorni. La pandemia ha cambiato le nostre abitudini e l’emergenza sanitaria ha letteralmente travolto il mondo dello sport.

A causa del Covid-19 sono stati rinviati appuntamenti prestigiosi come le Olimpiadi e tanti altre gare di grande rilevanza. Il mondo dello sport si è fermato ma molto gradualmente ripartirà così come preannunciato dal premier Conte nell’ultimo dpcm del 26 aprile 2020.

In questi mesi sono tanti gli sportivi che hanno dovuto interrompere gli allenamenti e salutare importanti gare, tra questi vi è il foggiano Francesco D’Armiento, giovane campione italiano di scherma classe ’94.

Campionato italiano Assoluti a Palermo: Francesco ha vinto la medaglia di bronzo con le Fiamme Gialle

Nel 2013 Francesco D’Armiento è entrato a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle in qualità di sciabolatore. Con questa divisa si è laureato campione italiano nel 2014 ad Acireale e nel 2015 a Torino.

Il giovane atleta foggiano ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo della scherma nel Circolo Schermistico Dauno, vincendo il suo primo titolo nel 2005, il Gran Premio Giovanissimi. Da quel momento sono seguite numerose e grandi vittorie in tutto il mondo.

Iniziamo con le tue ultime vittorie. Come è andata la scorsa stagione?

La scorsa stagione è andata abbastanza bene, sono partito con la vittoria della Coppa del mondo satellite ad Amsterdam poi ho conquistato diversi risultati a livello nazionale e a livello internazionale ho vinto un trofeo e ho disputato la finale ad otto della Gara di Coppa del mondo senior del Trofeo Luxardo 2019, un bellissimo risultato per me.

Ho incontrato e battuto campioni rinomati nel panorama schermistico mondiale. Ho concluso la stagione a giugno con i Campionati italiani vincendo il bronzo individuale e con la Squadra delle Fiamme Gialle ho vinto la medaglia d’argento a squadre.

In questo momento stiamo tutti vivendo un periodo di grande incertezza, come sta affrontando la scherma questa emergenza sanitaria?

La scherma in questo momento sta vivendo un periodo di pausa. La Federazione Italiana Scherma è vicina alle società ma è anche vero che, purtroppo, in una situazione in cui giustamente tutte le attività devono rimanere ferme, le strutture schermistiche come tutte le altre strutture sportive ne stanno molto risentendo.

La stagione della scherma di quest’anno è terminata, fino alla fine dell’estate la Federazione ha dichiarato che non ci saranno gare.

La pausa dovuta al Coronavirus ha inciso molto sul tuo piano di allenamento? Riesci ad allenarti lo stesso in questo periodo?

La quarantena sta incidendo molto sul mio piano di allenamento. Qualsiasi sportivo, come me, starà riscontrando difficoltà nel proseguire a pieno ritmo gli allenamenti. Io sto continuando ad allenarmi ritagliando un piccolo spazio per me in casa per potermi dedicare alla preparazione atletica.

Fortunatamente ho uno staff che mi è sempre molto vicino e mi segue anche in queste situazioni. Penso al mio maestro di scherma Marco Siesto, al mio preparatore atletico Paolo Fiore con il quale ho organizzato questo periodo abbastanza lungo di pausa per intensificare la mia preparazione fisica dovendo sopperire alla mancanza della pedana di scherma.

Inoltre ringrazio le Fiamme Gialle, la mia seconda famiglia, che anche in una situazione così particolare, non fanno mai mancare la loro vicinanza.

Penso poi all’alimentazione che, a mio avviso, è fondamentale per un atleta. Io riesco a seguirla perché ho il sostegno dello staff di ‘Bio Integra’ che mi segue costantemente sul mio piano alimentare.

Sei d’accordo con la sospensione del mondo sportivo in questo momento?

Io penso che il mondo sportivo abbia preso una decisione non facile nel bloccare l’attività agonistica ma è dovuto a ciò che tutti i Paesi stanno vivendo. Io penso che in questo momento sia giusto che lo sport si sia fermato.

Lo sport per quanto possa essere praticato ad alti livelli come lavoro resta un divertimento per poter socializzare con gli altri dove ogni atleta è libero di dimostrare il proprio estro, e in questa situazione lo sport non può essere vissuto così.

Ricordo che nell’ultima gara che ho disputato non ho potuto salutare con la stretta di mano il mio avversario, regola fondamentale nel mondo della scherma.

Inoltre, in questo momento, qualsiasi agonista ha come principale obiettivo la tutela della propria salute e di quella della propria famiglia. Se lo sport può essere causa di contagio, allora penso sia giusto che si sia fermato per poter poi ricominciare al più presto con tutte le norme di sicurezza e soprattutto con uno spirito migliore.

Settimane fa Martina Criscio, una foggiana doc come te e campionessa di scherma, si è lasciata andare ad uno sfogo sul rinvio delle Olimpiadi al 2021, qual è la tua opinione a riguardo?

Io conosco Martina da quando eravamo piccoli, siamo cresciuti insieme. So che è una ragazza molto decisa e quello che ha scritto penso sia giusto perché in una situazione del genere non è facile poter far sport, è una situazione al limite.

La decisione di rinviare le Olimpiadi è stata quella migliore. Il dover vivere le Olimpiadi con la preoccupazione di poter contrarre il virus e di contagiare gli altri non è concepibile, in questo momento penso che la salute sia la cosa principale.

Il mondo della scherma ha organizzato raccolte o iniziative per sostenere la sanità italiana in questo difficile momento?

La Federazione Italiana Scherma ha sostenuto la sanità italiana con delle raccolte fondi. Io da foggiano ho contribuito alla raccolta fondi per sostenere la Terapia Intensiva del Policlinico Riuniti, inoltre vivendo una situazione famigliare vicina al mondo della sanità (mio padre, mia madre e mio fratello sono medici) non mi sarei mai potuto esimere dal sostenere l’ospedale della mia città.

E’ una situazione molto seria e ogni piccolo contributo può essere molto importante. Ho partecipato alla raccolta fondi di “Ri…uniti per Foggia” acquistando diverse magliette.

I tuoi genitori e tuo fratello vivono in prima linea l’emergenza Covid-19 negli ospedali, hai paura?

Mia madre e mio padre sono medici e ogni mattina sono in lotta in prima linea contro il Covid-19. Mia madre è un medico di base e non dovendo avere un contatto diretto con il paziente è maggiormente tutelata rispetto a mio padre che invece è dirigente medico al Pronto Soccorso del Riuniti di Foggia e quindi vive l’emergenza in trincea.

Ogni giorno si monta addosso l’armatura, quella che è stata definita “l’armatura degli eroi”, per raggiungere il tendone Covid. Mio fratello al momento è lontano, lavora a Parma nel Reparto di Malattie Infettive. La situazione non è facile per noi, sono molto preoccupato per loro perchè ogni giorno rischiano di essere contagiati da questo terribile virus.

I medici, gli infermieri e gli operatori sanitari vengono definiti ora come angeli e come i nuovi eroi del 2020 ma io credo che lo siano sempre stati.

Che consiglio vuoi dare ai tanti ragazzi che come te praticano sport e che in questo periodo si sentono spaesati?

Il consiglio che posso dare a tutti gli atleti e agli amanti dello sport è quello di stringere i denti e tener sempre d’occhio quello che è il nostro obiettivo. Siamo abituati al sacrificio e dobbiamo continuare a lottare. Continuate ad allenarvi come potete, ritagliatevi uno spazio in casa e non fermatevi.

Quello che è importante fare ora è rimanere in casa, questo è il contributo che tutti possiamo dare a chi in prima linea combatte ogni giorno il Coronavirus. Manteniamo duro, torneremo alla normalità, l’atleta forte è soprattutto quello che lo è mentalmente. Dobbiamo resistere.

Sono sicuro che da questa situazione ne usciremo tutti più forti, in tutti gli ambiti, tornando ad apprezzare le piccole cose che ora vengono meno come un semplice abbraccio.