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Feste di compleanno, Via Crucis e aggressioni: in Capitanata tutti fanno ciò che vogliono

Dovrebbe essere il momento di maggiore prudenza e di rispetto massimo delle regole, ed invece la Capitanata si mostra restia ad accettare le indicazioni presenti nel Decreto del Presidente del Consiglio che vieta ogni spostamento “per futili motivi” pur di contenere il contagio da Covid-19.

Proseguono senza sosta i controlli delle forze dell’ordine, ma l’ondata di furbetti non smette di abbandonare le proprie abitazioni con motivazioni più disparate: visita alla fidanzata, spesa dall’altra parte della città, assembramenti per la pausa caffè ai distributori automatici, perfino aggressioni ai carabinieri che hanno osato multare e identificare chi ha infranto le regole.

Se la situazione di Capitanata è rovente, ancora peggio fa chi dovrebbe essere da esempio.

A Lucera il sindaco Antonio Tutolo, da giorni in sciopero della fame per l’impossibilità di emanare ordinanze anti-contagio, candidamente ammette che parte della sua famiglia è ad una festa di compleanno di un parente (scusandosi poco dopo sulla sua pagina Facebook), generando rabbia social e l’attacco dei parlamentari del Movimento Cinque Stelle.

“In un momento in cui il Governo e i sindaci di tutta Italia invitano la gente a stare a casa, permetti da sindaco di Lucera che la tua famiglia sia la prima a trasgredire quanto disposto a livello nazionale?

E il distanziamento? Le regole che valgono per tutti non valgono per la tua famiglia?”, chiede l’eurodeputato Mario Furore.

“Come primo cittadino, proprio perché chiede una risposta per tutti i suoi cittadini, il sindaco Tutolo dovrebbe preoccuparsi di dare l’esempio. Tutolo dovrebbe badare meno all’apparenza e più alla sostanza.

Dovrebbe fare quello che chiede ai suoi cittadini: rimanere a casa. E se possibile tacere”, rimarca a muso duro la parlamentare Rosa Menga.

Va peggio a Cerignola, dove nel quartiere Fornaci due giorni fa è andata in scena una Via Crucis.

La parrocchia di San Trifone, rappresentata da cinque persone (parroco, diacono e tre fedeli), ha deciso di scendere in piazza per dare un messaggio di speranza ai fedeli del rione.

Unico neo: nessuna manifestazione – né culturale né religiosa, a prescindere da quanta gente vi partecipi- è prevista dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. 

Per di più, lo scorso 9 marzo la Conferenza Episcopale Italiana è stata netta: “Siano sospese le feste patronali, le processioni, le stazioni quaresimali e qualsiasi altra manifestazione”.

Così si infrangono le regole, mentre altre città della Capitanata si apprestano ad entrare in “fascia rossa” con oltre 50 casi positivi al Coronavirus e centinaia di persone in quarantena.

Redazione

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