Cultura e territorio

Federico II e il suo amore per la terra di Capitanata: ecco cosa è rimasto

Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui“, queste le parole che il grande imperatore Federico II dedicata alla Capitanata, terra del grano, del sole e del mare che lui tanto amava.

La Capitanata con le sue distese verdi e dorate era particolarmente amata da Federico II per una delle sue passioni più forti, la caccia. Questa grande passione lo portò a scrivere il De arte venandi cum avibus (“Sull’arte di cacciare con gli uccelli”), un interessante trattato di falconeria; nell’opera sono esposti i diversi sistemi di allevamento, addestramento e impiego di uccelli rapaci nella caccia.

L’imperatore trascorse in Capitanata parecchi anni della sua vita, dal 1221 al 1250. Le ragioni che spiegano l’evidente predilezione di Federico per Foggia e per la Capitanata sono da ricercarsi anche nella loro posizione strategica da un punto di vista geografico; più vicina alle aree di confine del regno e prossima alle zone del centro e del nord interessate dalle guerre.

Un’altra importante ragione che portò Federico a stabilirsi in Capitanata era la presenza di aree paludose nelle zone che circondavano la cittò di Foggia. Queste aree permettevano di costruire sontuosi palazzi simili a quelli arabi in cui era frequente un particolare impiego dell’acqua.

Per questo motivo l’imperatore fece costruire nelle vicinanze del centro abitato la Domus Pantani, lì dove oggi sorge la chiesetta rurale di San Lorenzo in Carmignano, nell’attuale zona periferica del Salice Nuovo.

A quei tempi il territorio della Capitanata era in gran parte una selva abbandonata a se stessa e caratterizzata da numerose zone paludose, foreste e vaste aree di pascoli.

Federico II guardava con occhi estasiati la città di Foggia e il meraviglioso e ricco territorio che la circondava. Ancora oggi sono tante le tracce lasciate dallo Stupor mundi, come si è soliti definire l’imperatore Svevo. Pensiamo al palatium eretto all’interno della fortezza a Lucera, la Regia Masseria Giardino, il portale del palazzo imperiale di Foggia e il castello di Manfredonia.

Proprio nel cuore del capoluogo dauno, infatti, a Foggia, Federico II aveva fatto realizzare una sontuosa reggia per risiedervi con la sua corte. Di quella bellissima e antica residenza imperiale oggi, purtroppo, rimangono pochissime testimonianze, ma sappiamo che all’epoca doveva costituire un importante esempio di architettura residenziale di età sveva.

La residenza imperiale era su due piani, con un’ampia corte intorno a cui erano collegati alloggi, servizi e scuderie. A fornirci questi dettagli intervengono le antiche piante della città, perchè di quel monumentale e meraviglioso edificio, rivestito di marmi e statue, rimangono oggi solamente l’archivolto a fogliami e l’iscrizione, murati all’esterno del Museo civico nella seconda metà del ‘900.

Abbiamo testimonianze che già nel ‘500 il Palazzo era in rovina, ma il devastante terremoto che colpì Foggia nel 1731 e i bombardamenti della Seconda guerra mondiale furono decisivi per distruggere definitivamente l’edificio, di cui, oggi, forse restano tracce sotto il piano stradale nei pressi della Chiesa dei Morti e di via Peschiera.

L’imperatore svevo, dalla personalità affascinante e una cultura poliedrica, voleva che Foggia diventasse “gloriosa regale sede imperiale“, voleva che il capoluogo dauno fosse tutto suo. Questo si legge in un’epigrafe voluta proprio da Federico II, murata su una parete laterale del museo civico della città.

Con Federico II, figura affascinante intorno alla quale si diffuse la Scuola poetica siciliana, la nostra città, non solo divenne centro strategico del suo vasto impero, ma acquisì splendore e importanza.

Dovremmo ricordarci sempre del passato illustre della città in cui viviamo, ricordarci che in quelle strade del centro storico, tantissimi anni fa, passeggiavano poeti, artisti e imperatori. Dovremmo guardare al passato per amare, un po’ di più, il nostro presente.

Fonte: Storia di Foggia di Leonardo Scopece – manganofoggia.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 26 anni e sono un’autoctona pugliese. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici, pezzi fondamentali del puzzle meraviglioso che é la nostra terra.

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