Attualità

Criminalità a Foggia, non dobbiamo abituarci a sopravvivere nel Far West

Foggia – L’escalation criminale che ha interessato il capoluogo dauno negli ultimi giorni ha destato grande preoccupazione e soprattutto un profondo senso di rabbia e inquietudine in moltissimi foggiani e non solo.

Gli studenti pugliesi, uniti, si incontreranno a Foggia il 10 gennaio per urlare a gran voce il loro dissenso e la volontà di liberare la città dalla criminalità.

Un’esecuzione per strada, diverse esplosioni in varie parti della città e pericolosi atti volti ad intimorire la cittadinanza hanno segnato l’inizio di questo nuovo anno nella città di Foggia.

Ad aggiungersi a questi orribili eventi di cronaca il ritrovamento di una bomba ieri mattina in piazza Aldo Moro e l’attentato incendiario avvenuto questa notte ai danni di una macelleria di via dell’Immacolata.

Il presidente nazionale di Libera Contro Le Mafie, don Luigi Ciotti, ha lanciato un sentito appello ai cittadini e alle cittadine di Foggia per mobilitarsi nella data del 10 gennaio. Le associazioni studentesche Link Foggia e Unione degli Studenti Foggia rispondono presente, ma non solo.

“Serve una risposta forte contro le mafie: il 10 gennaio saremo in piazza a Foggia al fianco di Libera e Don Ciotti perché investimenti in istruzione e lavoro sono la risposta più efficace al ricatto mafioso”, queste le parole dei coordinatori dell’Unione degli Studenti Puglia anche loro presenti a Foggia nella calda giornata di venerdì.

I ragazzi non mollano, gli studenti pugliesi non si tirano indietro e annunciano la loro partecipazione alla manifestazione antimafia “Libera Foggia“. Tutto può e deve partire da loro, dai ragazzi, il futuro di questa amara terra che potrebbe dare tanto ma che, inesorabilmente, toglie sempre.

Gli attentati criminali con i quali si è aperto il 2020 non devono scoraggiare i giovani, la paura non deve fermare il diritto di vivere in una società civile e la volontà di ribellarsi alle continue vessazioni delle mafie del nostro territorio.

Foggia ha una disperata esigenza di un serio e soprattutto concreto aiuto, se ci rassegniamo alla violenza e iniziamo a considerarla “normale” e “quotidiana”, vuol dire che ci siamo persi e che non viviamo più in una città ma ci siamo abituati a sopravvivere nel Far West.

I giovani hanno diritto al futuro, Foggia merita di meglio, deve rialzarsi al più presto e dobbiamo essere noi ad aiutarla. Abbiamo bisogno di provveddimenti seri, di controlli e scelte politiche che aiutino la nostra città a riemergere dagli abissi del caos nel quale si ritrova.

Manifestare, però, è far sentire la propria voce. Non serve a nulla rimanere a casa e continuare a lamentarsi dalla propria poltrona o dietro allo schermo di un celleulare. Non ha molto senso criticare una città violentata nel profondo dai suoi stessi cittadini, abbandonata a se stessa e diventata per le testate nazionali un covo di delinquenti senza pietà.

Foggia è tanto altro. E’ una città ricca di arte, storia, tradizioni, bellezze architettoniche, culla di grandi nomi e casa di tante persone che ogni giorno si rimboccano le maniche per far emergere le sue potenzialità.Foggia viene descritta peggio di quella che è realmente e forse la colpa non è solo della criminalità che, purtroppo, qui trova terreno fertile.

Non lasciamo che la violenza, l’omertà, la criminalità e le mafie divorino la nostra città, nostra madre. Lascereste maltrattare vostra madre? Non lasciamo che questi orrendi episodi intacchino l’amore autoctono che tutti dovremmo dimostrare nei confronti della nostra città.

Viviamo nella città del grande Umberto Giordano, i nostri giardini pubblici sono i più estesi del Sud Italia dopo quelli di Napoli, il nostro meraviglioso Teatro Giordano è il secondo teatro più antico del Meridione, abbiamo gli ipogei urbani, stupendi palazzi ottocenteschi, le nostre chiese sono antichissime e straripano di opere d’arte che in tutta Italia ci invidiano, le nostre tradizioni sono legate alla transumanza diventata patrimonio dell’Unesco e la nostra storia a quella del grande imperatore Federico II che proprio qui scelse di edificare il suo sfarzoso palazzo imperiale.

Ricordiamoci da dove veniamo e quali sono le nostre origini prima di abbassare la testa e condannare una città vittima dei suoi stessi abitanti. Prendiamoci cura di Foggia, denunciamo, contrastiamo la violenza, urliamo a gran voce il nostro dissenso, dimostriamo rispetto per il suolo che calpestiamo e combattiamo gli atteggiamenti criminali con l’amore per la nostra terra, amara terra.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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