Cultura e territorio

Bagni Vaccarella: quando a Foggia c’erano “lussuosi” bagni pubblici

Foggia – Non ci stancheremo mai di scoprire la Foggia di un tempo, quella che a volte si rimpiange e alla quale si guarda con occhi nostalgici, quella dei palazzi rococò, degli scorci caratteristici e delle mamme che preparavano “l’acquasale”. Questa volta vogliamo parlarvi di bagni pubblici, ma non pensiate ai bagni pubblici di oggi, quelli di una volta erano veri e propri esempi di arte liberty e art decò.
Agli inizi del ‘900 a Foggia in via Trieste, in pieno centro, fu costruito un albergo diurno conosciuto in città e nella provincia come Bagni Vaccarella, dal nome di un componente dell’estinta famiglia foggiana Vaccarella che ebbe l’idea di dotare anche il capoluogo dauno  di un luogo di ritrovo e benessere per i cittadini e per i visitatori. Questi bagni erano gli antenati dei nostri moderni centri benessere, non erano semplici bagni pubblici.
Gli alberghi diurni nacquero in Italia agli inizi degli anni ’20 dall’idea dell’imprenditore bolognese Cleopatro Cobianchi che pensò di creare un bagno alla portata di tutti, dall’igiene impeccabile, curato nei minimi dettagli e che offrisse diversi servizi, dal parrucchiere alla rivendita dei biglietti ferroviari. Furono costruiti alberghi diurni un po’ in tutta Italia: il primo fu aperto a Bologna nel 1911, altri i furono aperti a Brescia, Milano, Verona, Padova, Parma, Pisa, Ancona, Roma, Napoli, Palermo e non dimentichiamo a Foggia.
All’epoca, a Foggia, il bagno nelle case private era sprovvisto di lavabo, bidet, vasca da bagno e doccia. Non c’era acqua corrente e l’idea di creare un luogo dove con una modesta spesa chiunque poteva usufruire dei vari servizi che i Bagni offrivano piacque a tutti. I Bagni Vaccarella erano un complesso edile composto da numerosi camerini, offrivano la possibilità di farsi un bagno caldo e di attingere acqua dai pozzi presenti nell’ampio giardino interno.
Forse a Foggia non possiamo parlare di lusso quando ci riferiamo ai Bagni Vaccarella ma in tante città italiane questi luoghi prevedevano: parrucchieri, barbieri, pedicure, manicure, cabine telefoniche, lavanderie a vapore e altri servizi particolari come il noleggio di ombrelli. Anche gli arredi erano curati nei minimi dettagli ed erano affidati alle più grandi firme dell’epoca, così da essere considerati preziosi esempi di arte liberty italiana.
A Foggia questi particolari bagni ebbero una vita abbastanza breve, con il passare del tempo vennero frequentati sempre meno fin quando nel 1924 con l’arrivo dell’acqua corrente vennero considerati addirittura inutili. I locali del diurno vennero adibiti prima a clinica privata per bambini e poi ad abitazioni.
Fonte: Manganofoggia.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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