Cultura e territorio

La pacchianella e u’ moneche cercande: ecco le maschere del Carnevale foggiano

Foggia –  A Foggia il periodo più colorato e festoso dell’anno, il Carnevale, non inizia a febbraio, ma il il 17 gennaio a in concomitanza di Sant’Antonio Abate.

Sin da tempi remoti, ogni quartiere organizzava sfilate, carri e grandi mangiate in compagnia per distrarsi dalla fatica quotidiana.

Secondo il calendario liturgico, il Carnevale inizia il giorno dell’Epifania e termina il mercoledì delle Ceneri, nel rito ambrosiano, poiché la Quaresima comincia più tardi, dura fino al sabato precedente alla prima domenica di Quaresima.

La sfilata dei colorati e caratteristici carri allegorici inizia la settimana prima della Quaresima e finisce il martedì grasso giorno precedente il mercoledì delle ceneri, consiste in un rovesciamento buffonesco della realtà e della vita di tutti i giorni, spesso celebrato con balli e sfilate.

Alberto Mangano racconta che il primo carnevale a Foggia venne fatto a Borgo croci, alla fine degli anni 40 l’anno successivo si unirono ai carri crocesi anche i cavalieri dei caprai, poi man mano anche gli altri borghi, tutti i commedianti si riunivano davanti al municipio per dar via alla sfilata dei commedianti foggiani.

La maschera maschile tipica per antonomasia nata nel quartiere delle croci con il primo carnevale foggiano era ed è ‘u moneche cercande. Maschera di tradizione terrazzana, entrava nelle case della gente cercando di sottrarre qualcosa da mangiare. Si tratta di un personaggio divertente vestito da monaco con una bisaccia sulle spalle e il cappuccio in testa.

La maschera foggiana femminile era ed è ‘a pacchianèlle, la pacchianella: una contadina vestita meglio del solito, con in testa un fazzoletto, vestita con una camicia di raso bianco e una gonna lunga nera.

Un altro personaggio tipico era: “sciammi sciamme”, foggiano crocese abitava a Borgo Croci, si chiamava Giuseppe Tannoia era un lavoratore terrazzano, raccoglieva i cardi per le campagne e li vendeva alla gente, vestiva un vestito grigio verde, un cappello d’alpino e un sacco sulle spalle, aveva una voce forte che faceva rabbrividire, gridava per le strade la vendita dei cardi Mariani “jáme chè tènghe i cardúne attannúte”.

Fonte: manganofoggia.it

Redazione

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Un commento

  1. Salve
    sono un insegnante delle scuole elementari. Cercavo delle immagini, anche tipo fumetto, delle maschere tipiche di Foggia: ‘U Moneche Cercande, ‘A Pacchianèlle, Sciammi Sciamme, Ursino Stagnarille e Menille. Sul web non ho trovato assolutamente nulla, solo un video di Ursino Stagnarille, di un carnevale a Foggia di qualche anno fa.
    Potete aiutarmi in merito?
    Grazie
    Maria Alessandra Paciello

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