Cultura e territorio

"I care": a Troia trionfa il gruppo di giovani impegnati contro le ingiustizie sociali

Troia – Dieci anni fa, nel cuore del subappennino dauno, nacque l’associazione “I Care-mi sta a cuore” , dopo il tragico incidente in cui due giovanissimi ragazzi, Mario Beccia e Angelo Riccheti , persero la vita. Dopo numerose iniziative sociali andate a buon fine, siamo andati a conoscere personalmente i protagonisti di questa storia.

Un simbolo di accensione, un anglicismo, una traduzione: è’ questa l’identità distintiva di “I care”, traduzione letterale “mi importa” o traduzione libera “mi sta a cuore”. Gli inventori di questa associazione sono ragazzi giovani e giovanissimi che, spinti da un profondo movente personale e collettivo hanno trasformato, con piccoli grandi gesti, una grave perdita in esperienza di crescita e il dolore conseguente in speranza per un futuro migliore.

Ma, prima di proseguire il racconto, riavvolgiamo il nastro tornando al 29 novembre 2010 quando, a causa di un terribile incidente, Mario Beccia e Angelo Ricchetti persero la vita. I due erano amici, conoscenti, figli e fratelli di una comunità rimasta profondamente colpita da questa improvvisa mancanza. Angelo e Mario li ricordiamo, soprattutto, come dei sognatori che, nel proprio piccolo, cercavano di fare la differenza mobilitandosi per cause tanto delicate quanto importanti.

Mille idee in cantiere” si sarebbe chiamato il progetto che Mario avrebbe voluto realizzare nella sua Troia. Il prodotto di un impegno costante che vedeva queste persone sempre in prima fila anche in altri ambiti, come quello della musica o dell’educazione giovanile. L’incidente lascia un vuoto che i ragazzi di “I Care” provano a colmare proprio in memoria e in onore degli ideali, delle ambizioni e delle speranze di cui i due compagni si nutrivano.

Ogni anno si sceglie un tema di attualità da approfondire: dallo sfruttamento della prostituzione alla lotta alla povertà, dalla mafia alla giornata della donna. Il primo evento è stato organizzato ad appena un mese dalla scomparsa, toccando gli animi e coinvolgendo migliaia di cittadini e non.

“Tutte le band ospitate hanno cantato le canzoni che Mario aveva scritto”, ricorda commossa Annalisa Casoli, una veterana del gruppo. Al termine della manifestazione sono stati raccolti, tramite donazioni libere, circa cinquemila euro devolti in beneficenza all’organizzazione “Amnesty International”. Sì, perché l’obiettivo di “I Care” è proprio quello di unire l’utile al dilettevole promuovendo eventi volti a sensibilizzare i partecipanti su tematiche scottanti, spesso difficili da raccontare, ma condendo il tutto con un pizzico di leggerezza, con una componente di vitalità tipica di un gruppo di giovani menti che informa e istruisce utilizzando il sorriso come biglietto da visita.

Sensibilizzare divertendo e coinvolgendo il più ampio numero di persone, dando a tutti la possibilità di partecipare attivamente mettendoci il proprio impegno e una buona dose di energia e creatività. Così, tra un collage da realizzare e una cartoncino da decorare, si sono aggregati spontaneamente nuovi membri, consentendo al gruppo di crescere di anno in anno. Ciononostante non siano mancati momenti di difficoltà, come ci viene spiegato, quando negli anni si pensava che il progetto potesse sfumare, anche se alla fine la forza di volontà ha prevalso permettendo all’associazione di tornare alla ribalta più forte di prima.

A confermarlo sono le cifre: milleedieci euro raccolti durante la giornata dello sfruttamento della prostituzione, poi donati a sostegno di “Casa Rut Caserta” e “NewHope Coperativa Sociale”, due associazioni che si impegnano contro lo sfruttamento della prostituzione; duecentocinquanta contati durante la sola serata dedicata alla Festa della donna e offerti a “Insieme per”, organizzazione locale nata in seguito all’omicidio di Federica Ventura, altra giovane vittima.

Insomma, la sede di “I Care” sarà pure itinerante, ma la volontà proprio no, quella risiede in un solo posto: nel cuore di chi partecipa. L’ultimo evento organizzato per la giornata della donna è partito con un aperitivo sociale, seguito da alcune letture e da un monologo recitato magistralmente da due neo-membri, Mario e Annalucia. A fine serata è andato in scena un breve concerto per animare la serata nel segno della musica, componente immancabile delle serate targate “I Care”.

Tanti volti, vecchi e nuovi, di persone diverse, accomunate dal desiderio di marciare nella stessa ​direzione per un bene comune. Il quid pluris di questa organizzazione sta dunque nella diversità che arricchisce la collettività favorendo il confronto e nell’impegno civile in favore della nostra società, affinché ogni forma di ingiustizia venga finalmente combattuta.​

A cura di Marilea Poppa

Redazione

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