Cultura e territorio

Il 13 dicembre 1250, nei pressi di Torremaggiore, muore l’imperatore Federico II di Svevia

Oggi, 13 dicembre del 1250, a Castel Fiorentino, un borgo fortificato nell’agro dell’odierna Torremaggiore, muore l’imperatore Federico II di Svevia.

Leggenda vuole che a Federico, la sua morte, fosse stata predetta dall’astrologo di corte, Michele Scoto, ragione per la quale pare egli abbia sempre evitato di recarsi a Firenze. L’astrologo aveva predetto un decesso “sub flore”, allorché fu informato del nome del borgo in cui infermo era stato condotto per le cure necessarie, Castel Fiorentino per l’appunto, Federico, comprese e accettò la prossimità della fine.

Federico II cadde vittima di una grave patologia addominale, forse dovuta a malattie trascurate, durante un soggiorno in Puglia, in un luogo poco distante dalla sede imperiale di Foggia. Imperatore di Germania e re di Sicilia, Federico II trasformò il Mezzogiorno d’Italia, dove fondò l’università di Napoli, e la corte di Palermo, presso cui fiorì la scuola poetica siciliana, in una vera e propria culla di civiltà, al cui interno convivevano diverse culture.

Il grande imperatore morì il 13 dicembre del lontano 1250 a Castel Fiorentino, chiamato anche Torre Fiorentina. Castelfiorentino è il nome odierno di un sito, abbandonato, sul quale si vedono i resti di una piccola città medievale chiamata Florentinum (Fiorentino), ubicata su uno sperone di forma allungata, fu edificata, come le altre città bizantine della Capitanata, su una pianta ortogonale.

A 9 chilometri a sud della città di Torremaggiore, Castel Fiorentino fu inserita nel sistema strategico-difensivo della frontiera settentrionale della Puglia, allo scopo di fronteggiare gli attacchi dei nemici dell’impero di Bisanzio. Gli scavi archeologici in corso del sito abbandonato hanno riportato alla luce la “domus” federiciana con i segni evidenti delle distruzioni e dei rifacimenti di età angioina. La cattedrale, intitolata a S. Michele Arcangelo, oggetto di una recente indagine da parte della Soprintendenza ai Beni della Puglia, dominava nel settore sud-occidentale della città, con la facciata rivolta alla magna platea.

 

 

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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