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Lo street food? Il festival del cibo per conoscere il territorio

Una delle mode del momento è lo street food, la pratica del “cibo da strada”, che oggi sta acquisendo sempre più identità grazie alla valorizzazione dei prodotti tipici locali. Eventi, celebrazioni e festival enogastronomici, come Libando, una delle feste dedicate al cibo più rinomate in tutta Italia grazie al tour che quasi tutte le città della Penisola vedono celebrare periodicamente. Prossima ad ospitarlo sarà Foggia, la quale sarà impegnata nei festeggiamenti il prossimo week end 20 al 22 aprile 2018.

Ma cosa si intende per street food? La semplice vendita di cibi salati e dolci presso mezzi ambulanti, furgoni o chioschi presenti per le vie del centro città come i coloratissimi Ape car e food trunk (furgoncini attrezzati di cucina itinerante) di famose catene enogastronomiche. Un modo di mangiare veloce, informale e soprattutto economico. La qualità dei prodotti venduti in commercio in mercatini o in festival enogastronomici denota la spiccata qualità di prodotti autentici della nostra tradizione culinaria, acquisendo così un valore aggiunto grazie a questa vera e propria moda emergente, che al momento registra un trend di crescita superiore al 100%! La metà degli italiani, infatti, mangia cibo di strada come arrosticini, scagliozzi, piadine romagnole, olive ascolane, arancine e pane e panelle siciliane. Un investimento per il palato che vede impegnati il 52% degli italiani sia nella stessa Nazione o all’Estero. La caratteristica dello street food si lega a piatti poveri della tradizione in cui è rappresentata la tipicità ovvero la regionalità delle pietanze; il prezzo economico, il divertimento dei contesti con cui si assaporano le prelibatezze preparate in occasioni di celebrazioni e festività ed, infine, la praticità in quanto i cibi sono gustati in strada, magari al cospetto di una bella piazza.
Tuttavia, lo street food non è una novità. Già gli antichi Greci e Romani, che durante il giorno vivevano esclusivamente in giro per la città, erano soliti vendere piatti prelibati direttamente in strada. Non a caso, la nostra Italia ha custodito fedelmente le caratteristiche delle nostre usanze: si pensi, ad esempio, al Vucciria o al Ballarò di Palermo, Campo de’ Fiori a Roma, o ancora il Mercato di Rialto a Venezia, giusto per citarne alcuni.

Però, anche altre del mondo, celebrano il cibo di strada come il Medio Oriente tra i bazar storici e le pietanze intramontabili. Dall’Oriente con furore fino all’Occidente verso Germania, Inghilterra e perfino America con le bancarelle di hot dog, crepes, patatine fritte e una svariata qualità di sandwich caldi caldi! Anche nei contesti internazionali, lo street food è autentico e mette in piazza prodotti di prima qualità, lungi dal classico cibo spazzatura: il cibo giusto al posto giusto. Dalle statistiche della Coldiretti, infatti, il 69% degli italiani, appassionati allo street food, preferiscono piatti della tradizione locale, mentre il 17% gli hot dog e il restante 14% adora cibi etnici come falafel e kebab.
È evidente, dunque, che l’Italia detenga il primato della golosità enogastronomica annesso ad una tradizione culinaria ben salda ed è normale, quindi, che gli italiani preferiscano arrosticini abruzzesi, bombette e panini di mare e gli stranieri siano curiosi di scoprire la variegata offerta di specialità locali DOP ed IGP. Anch’esso, un patrimonio vasto e multi sfaccettato, un valore aggiunto nell’identificazione dell’autenticità del nostro territorio che sa perfettamente specchiarsi in cucina. Non a caso, durante gli eventi enogastronomici di portata nazionale, come Libando appunto, la qualificazione alimentare dei nostri prodotti è valorizzata dalla presenza di “Campagna Amica” che agisce all’insegna del buon comportamento alimentare nel rispetto del territorio quanto degli agricoltori.
Al seguito del successo di “Mediterraneo in strada”, “Urban Food” e “Grani di Puglia”, nella sua quinta edizione tutta foggiana che avrà luogo nel centro storico della città dal 2o al 22 aprile, il festival enogastronomico Libando 2018 si intitolerà “Cucina Madre” sottolinenando l’importanza del cibo di strada nell’espressione della figura femminile delle mamme quanto delle nonne. Un programma di valorizzazione locale, già promosso durante la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) avuta luogo lo scorso febbraio a Milano, che vede coinvolte Streetfood Italia, Asernet, le Mamme dei Vicoli, l’associazione di Terra di Mare e Red Hot. Un Libando sinonimo di donna grazie all’esibizione del sapere culinario delle mamme di famiglia, le quali si esibiranno nell’arte della tradizione foggiana oltre lo spazio consuetudinario dedicato a Libandino.

A confermarsi anche gli incontri B2B, carta vincente per la crescita delle aziende locali dedite all’ospitalità e alla ristorazione ovvero al concetto del turismo di incoming inteso in senso lato. Dulcis in fundo, la novità di Libando 2018 sarà lo street food etnico che lascerà libero spazio al confronto tra la cucina tradizionale del nostro capoluogo con quella d’Oriente.

Libando 2018, il gusto gourmet per conoscere la Capitanata mangiando!

 

Fonte: Coldiretti

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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