Cultura e territorio

Basilica di San Giusto, a pochi chilometri da Lucera un’antica chiesa paleocristiana sommersa

La Capitanata è una terra ricca di tesori e storia. Quando si parla di Lucera si menziona esclusivamente l’antico anfiteatro romano e il castello di Federico II, ma non tutti sanno che durante il V secolo d.C., a 10 chilometri da Lucera, venne costruita una meravigliosa basilica: la chiesa aleocristiana di San Giusto.

La basilica di San Giusto, venne scoperta tra il 1995 e il 1999, nel corso dei lavori per la costruzione della diga sul torrente Celone e studiata dal Dipartimento di Studi classici e cristiani dell’Università di Bari.

Vi riportiamo una ricerca di Ettore Braglia, cultore di storia locale, sull’antica basilica. L’area archeologica, in parte distrutta dai mezzi meccanici è ampia circa mq 212.000; e su 4000 mq si è intervenuti, poichè il resto del sito è stato utilizzato per la costruzione della diga sul torrente Celone.

L’ imponente insediamento rurale è di età romana e tardoantica, dal I secolo a.C. al VII secolo d.C. il sito era posto nel Tavoliere nei pressi del corso del Celone, lungo un’antica strada, a poca distanza da Luceria (Lucera) Aecae l’attuale Troia) e Arpi (nei pressi di Foggia).

A partire dagli anni tra il I° e il II° secolo d.C. venne realizzato il primo nucleo di una grande villa romana. Durante il V secolo d.C. vi fu realizzato il primo nucleo del complesso paleocristiano, composto da tre navate, un grande battistero a pianta centrale, la chiesa venne ristrutturata ed ampliata sul finire del secolo, mentre agli inizi del VI le venne affiancata una seconda, ad essa parallela, con funzioni prettamente cimiteriali, a cui furono aggiunti nuovi ambienti ed un edificio termale.

Qui l’escursus storico, è dunque tra il periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. che si sviluppò un primo centro abitato relativo ad una fattoria di coloni, di cui è attestata la presenza di una stele funeraria riportante i nomi dei proprietari, la famiglia degli Anni.

Tra il I ed il VI secolo d.C. sorse quindi un nuovo plesso, la grande villa romana dotata di ambienti residenziali decorati da importanti mosaici ed impianti di produzione del vino con macchinari al torchio, vasche di fermentazione e contenitori infossati per la conservazione. Intorno alla prima metà del V secolo d.C. venne costruita la chiesa-basilica paleocristiana, con i preziosissimi mosaici policromi a decorazione geometrica della Chiesa Paleocristiana e della villa romana.

Questi mosaici non hanno ancora un’idonea collocazione e molte sono state le trattative tra il Comune e la Soprintendenza alle belle arti, durante le quali sono state avanzate diverse soluzioni, esposizione in un’area periferica della città di Lucera, installazione dei mosaici paleocristiani all’interno della Fortezza Svevo-Angioina.

La soluzione definitiva ha previsto la creazione di un apposito contenitore presso la villa comunale della cittadina sveva a fianco all’ex convento di San Pasquale che da qualche anno ospita anche la Biblioteca Comunale “R. Bonghi.

“Personalmente sono convinto che sarebbe utile di sistemare i mosaici, riproponendo anche la pianta delle chiese, e una serie di elementi informativi sul sito e sugli scavi a San Giusto, nei pressi della diga”, scrive Braglia.

In quel sito, che è nel territorio lucerino, ma solo quattro chilometri da Foggia è disponibile anche un edificio del Consorzio di bonifica che potrebbe essere un punto informativo, mediante una postazione informatica, sarebbe possibile vedere emergere dalle acque della diga il sito di San Giusto.

Bibliografia: Comune di Lucera-famiglia Perilli.

Redazione

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