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Gli operatori di Mattinata lanciano un appello: richiesta di aiuti per il turismo

La pandemia da Covid-19 sta avendo ed avrà un significativo impatto sull’economia del nostro paese ed in particolare per il comparto turistico (alberghiero-ristorativo-balneare), che per sua natura, sarà anche il settore più colpito dalla crisi e quello che ripartirà più lentamente degli altri settori industriali italiani.

Secondo un recente studio, le previsioni per il 2020 stimavano quasi 282 milioni di presenze, era in prospettiva uno dei migliori anni. Adesso si pensa che, andando bene, possa esserci un abbattimento di presenze del 50%, riportandoci ai livelli del 1978. Un passo indietro quantitativo di natura eccezionalmente negativa, ma dal quale bisogna reagire in modo poderoso e concreto.

Ad oggi risulta difficile qualsiasi tipo di previsione del dopo lockdown, per diverse motivazioni:

  • l’economia italiana si è significativamente indebolita, con ricadute generalizzate su tutti i profili di domanda. In questo scenario la vacanza non appare più come una esigenza di svago e al massimo potrà essere sostituita da soggiorni brevi poco lontano dalle città
  • per le prossime settimane non si registrerà alcun dinamismo nelle prenotazioni del segmento leisure, perché il mercato è fortemente spiazzato dall’impossibilità di far previsioni sull’estate.
  • il segmento del business travel si è molto impoverito per la diffusa crisi finanziaria. Il mercato MICE 2020 è quasi azzerato per il 1° semestre ed è compromesso per il 2°
  • sono compromessi i sistemi di collegamento aereo, le compagnie aeree hanno tenuto a terra i velivoli per così lungo tempo che la ripianificazione dei voli richiederà tempi di reazione significativi oltre che, non potendo viaggiare più a pieno regime, comporterà costi maggiori che potrebbero inevitabilmente tradursi in aumenti nei prezzi dei biglietti per l’utente
  • la situazione di incertezza oltre a non incentivare nuove prenotazioni, favorisce purtroppo le cancellazioni di tutte le prenotazioni.
  • a causa del lungo periodo di incertezza che ha colpito il mercato domestico e quello internazionale anche il mese di giugno è compromesso. Si potrebbe lentamente ripartire quindi nel mese di luglio e probabilmente agosto sarà il mese in cui si concentrerà la domanda domestica e la debolissima, o quasi nulla, domanda

Premesso ciò è inopinabile che per l’intero comparto turistico la stagione 2020 è da considerarsi persa! Di seguito alcune tra le principali cause che genereranno una riduzione dei volumi totali di domanda:

  • riduzione monte ferie: molti potenziali clienti nazionali hanno già usufruito dei periodi di ferie, in quanto le aziende colpite dalla crisi hanno utilizzato questo strumento durante il picco emergenziale e quindi è prevedibile che in molti non avranno la disponibilità di giorni feriali residui;
  • riduzione capacità di spesa;
  • riduzione periodo di prenotazione;
  • sistema di intermediazione indebolito;
  • informazioni sul ritorno dell’epidemia;
  • contrazione dell’offerta.

Pertanto la ripresa non sarà automatica come per altre imprese industriali, ma dovrà fare i conti con aspetti sanitari e paure psicologiche del turista.

Al netto dell’aspetto sanitario infatti, la disponibilità dell’ospite a ritornare a viaggiare dipenderà anche, in buona parte, da come le varie destinazioni sapranno promuovere la propria offerta turistica in modo integrato, comunicando valori portanti quali la sicurezza ed affidabilità della stessa.

E’ una sfida molto ardua perché coinvolge non solo il comparto imprenditoriale, che permea il settore turistico, ma le istituzioni locali e periferiche.

Dall’altro lato poi c’è l’offerta turistica, fatta da coloro i quali saranno deputati ad offrire i servizi del settore turistico (alberghiero-ristorativo-balneare).

Nelle more dell’emanazione di disposizioni e protocolli ufficiali e definitivi un imprenditore del settore ricettivo, ad esempio, sarà davanti ad un bivio estremo sul se aprire o meno la propria attività.

La seconda scelta avrebbe effetti catastrofici, ma se non si può accogliere l’ospite in sicurezza, garantendo un servizio dignitoso, nel rispetto delle agognate disposizioni di carattere igienico sanitario, tutt’ora mancanti o equivoche, ciascuna mansione svolta dal lavoratore diverrebbe oltremodo pericolosa e vessatoria.

Pertanto solo una puntuale regolamentazione, fatta di prescrizioni comprensibili, attuabili e ben definite, che badino a trattare ogni aspetto caratterizzante il lavoro del settore turistico (alberghiero-ristorativo-balneare), tutelando la reciproca salute di lavoratore e cliente/consumatore, potrà adiuvare il processo di ripresa dell’economia di questo settore strategico.

Di conseguenza si riportano delle misure economiche a sostegno del settore Turistico (alberghiero-ristorativo-balneare), la cui adozione può concretamente favorire il processo di ripresa già richiamato.

  • credito d’imposta per locazioni e fitto di ramo d’azienda;
  • fondo perduto, per sostenere i costi fissi nei periodi di chiusura;
  • agevolazioni per le assunzioni, al fine di rilanciare l’occupazione, esonerando le aziende dal pagamento dei contributi per un periodo di 24-36
  • esenzione 2020 sugli immobili turistico ricettivo/commercio (IMU etc…), riduzione prevista invece per i 2 anni successivi;
  • richiesta di particolari agevolazioni per la TARI, tassa sui rifiuti, tenendo in considerazione i mesi di chiusura forzata di attività quali bar e ristoranti, per le quali è stata di disposta da chiusura da decreto ministeriale, che delle strutture

turistico ricettive (alberghiere ed extra alberghiere) Queste ultime infatti, seppure non sono state chiuse ex DPCM, hanno subito gli stessi danni delle altre categorie, non avendo potuto, di fatto, esercitare la propria attività per diversi mesi ed essendo rimaste chiuse.

  • sospensione fino al 31/12/2020 versamenti, ritenute, premi assicurativi obbligatori…
  • mutui, sospensione più lunga fino al 31/12/2020;
  • sospensione diritti camerali;
  • inibire le eventuali procedure di protesto che nel frattempo ne potessero
  • canoni demaniali marittimi ed idrici con finalità turistico-ricreative, sportive e diporto nautico. Sospensione versamento canoni senza applicazione di sanzioni ed interessi, da versare con rateizzazioni fino a marzo 2021;
  • applicazione in via temporanea ed almeno fino al 31/12/2020, di un’aliquota IVA ridotta al 4% (rispetto all’attuale del 10%), così da accrescere la competitività delle imprese turistiche
  • Imposta di soggiorno. Opportuno un intervento sull’imposta di soggiorno che da un lato riduca i livelli massimi previsti per legge per persona per notte e dall’altro definisca in maniera chiara il ruolo del soggetto che riscuote l’imposta – l’attività ricettiva – escludendo l’individuazione di reati penali, ma solo amministrativo, in caso di ritardo di versamento dell’imposta riscossa dai clienti ai Comuni di

-Proposta di un apposito Decreto Turismo. Richiesta al governo di un decreto dedicato specificatamente ad interventi per il sostegno ed il rilancio del settore turistico ricettivo.

Il Turismo in definitiva è legato al viaggio, alla scoperta ed alla conoscenza di nuovi luoghi, in una chiave, oggi, sempre più intima ed esperienziale. Il bisogno di tutto questo è normale che venga meno durante una pandemia come quella legata al Covid19, ma è doveroso ed opportuno esperire tutte le azioni concrete prima e programmatiche poi, al fine di ridare linfa vitale al Turismo ed a tutto il relativo comparto.

E’ opportuno ricordare che il Turismo con tutto il suo indotto, contribuisce a formare circa il 15% del PIL nazionale. Bisogna intervenire subito poiché ogni esitazione favorirebbe l’allargamento del baratro causato dalla spirale negativa in atto.

In caso contrario purtroppo lo scenario che si prefigura sarà caratterizzato dalla presenza di numerosissime imprese turistiche (settore alberghiero-ristorativo-balneare) che non avranno la forza di ripartire.

Gli operatori di Mattinata

Dalila Campanile

Giornalista pubblicista, addetta stampa e digital PR. Sin da piccola non ho mai smesso di coltivare una delle mie più grandi passioni: la scrittura. Dopo l’esperienza di redattrice presso il giornalino scolastico delle scuole medie “Il SottoSopra”, ho capito che la mia strada sarebbe stata quella: non mi sono mai fermata, intraprendendo numerose collaborazioni con le testate locali, specializzandomi in articoli di costume. Poi sono arrivate le collaborazioni per gli uffici stampa e la comunicazione digitale. Dopo la laurea in legge – la mie materia preferite? Inevitabilmente Diritto Commerciale e Diritto delle Comunicazioni – ho seguito numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione per affinare le mie doti comunicative. La mia missione? Far circolare le buone notizie e raccontare il bello che ci circonda, perché non bisogna mai darlo per scontato.

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