Ambiente

Ospedale Manfredonia, Campo: “Più servizi e più personale, scongiurata la chiusura”

Manfredonia – Ecco le dichiarazioni di Paolo Campo, presidente del Gruppo del Partito Democratico del Consiglio regionale, sulla situazione dell’Ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia.

“A proposito dell’Ospedale ‘San Camillo De Lellis’ di Manfredonia ritengo utile fornire alcune informazioni per evitare che in città si generino false convinzioni sulla futura funzionalità della struttura.

Non è assolutamente vero che il reparto di ortopedia rischi la chiusura, né che ci sarà un ridimensionamento delle prestazioni attualmente fornite alla cittadinanza. Il dottor Agamennone, che ringrazio per la grande dedizione e la qualità del lavoro svolto in questi anni, è prossimo al pensionamento e, pur nella penuria di ortopedici con cui tutte le Asl pugliesi fanno i conti, la direzione aziendale assicurerà la continuità assistenziale con il ricorso ad altre qualificate professionalità, in attesa che si concluda il concorso in via di svolgimento.

Ho già avuto modo di ribadire nelle scorse settimane che la Regione Puglia, negli ultimi atti di programmazione, abbia definitivamente chiarito che sia del tutto infondata ogni ipotesi di ridimensionamento del nostro ospedale.

Il nuovo piano di riordino prevede, cosa assai importante, un significativo incremento di posti letto, nonché la conferma delle “strutture complesse” e l’incremento del numero di “strutture semplici dipartimentali”. E’ pur vero che la legge imponga la dismissione di un reparto, ma se ne aprono 2 nuovi: lungodegenza e riabilitazione. Uno già funzionante e l’altro di prossima attivazione.

A conferma della piena operatività della nuova fase, deve aggiungersi che sono già stati avviati molti concorsi e che il piano del fabbisogno del personale, recentemente adottato, prevede per i prossimi 3 anni 33 nuovi medici, 35 infermieri, 96 operatori sanitari e 4 tecnici sanitari, ai quali si aggiunge il personale di Sanità Service per un incremento occupazionale complessivo di circa 200 unità.

In tempi così duri per il sistema Paese, con un piano di rientro in corso e date le premesse del 2016, posso affermare senza tema di smentita di aver contribuito a scongiurare il rischio di chiusura che alcuni paventavano per il nostro Ospedale, e di aver lavorato affinché l’offerta sanitaria sul territorio fosse potenziata e l’occupazione incrementata.

Questo è il compito del legislatore, poi bisogna che chi amministra e svolge le funzioni in materia sanitaria sia messo nelle condizioni di avere a disposizione tutti gli strumenti per fare bene il proprio lavoro. È un sforzo che impegna tutti, ognuno per la propria parte, finalizzato a garantire ai nostri concittadini un servizio sanitario all’altezza delle loro legittime aspettative”

Redazione

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