Viaggi e turismo

Un convento manierista nel verde di Panni: il Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco a Panni, perviene quasi totalmente integro insieme al convento agostiniano ad esso annesso. Un complesso monumentale di raro pregio che costituisce l’episodio più alto della cultura manierista nel territorio pannese.

Insieme alla Chiesa Matrice e agli altri luoghi di culto di Panni, si ottiene una quadro significativo di questa singolare civiltà di italo-greca che maturò fino alla corte del vicerè napoletano, Pietro da Toledo.

Ph. Credit: rete Comuni Italiani

Il tempietto neoclassico della Madonna del Bosco, databile attorno al XII secolo, sorge alle falde del Monte Crispignano, a 7 km da Panni, dove la Madonna fu nascosta sopra un grosso cerro tra i rami intrecciati a nicchia e ritrovati fortuitamente da una pastorella durante un periodo di pericolose piogge incessanti.

Per raggiungere questo posto ameno, è necessario percorre il crinale di Monte Felitti attraverso scorci mozzafiato con il primo piano di praterie e campi fioriti.

Il pittoresco bosco, infatti, fa da cornice al santuario della patrona del borgo, prova dell’eremitaggio officiato in passato dai monaci agostiniani. Ecco perché ai piedi del bosco, fu assecondato il desiderio di edificarne una chiesa, le cui basi furono gettate già nel 1500 con l’intento di realizzarne innanzitutto il monastero.

Sentiero tra il Monte Felitti e Crispignano – Ph. Credit: Visit Monti Dauni

Destinazione mistica e solitaria che, tra le mura lateriali in pietra, accoglie fedeli e turisti sotto un portale monoforo in laterizi sovrastato da un particolare campanile a bifora, semplice come le linee di un barrio spagnolo e la vita dei frati che animavano il chiostro del convento, la cui porticina di fianco all’ingresso della chiesa ha dato per lungo tempo ristoro ed alloggio a pastori e coloni.

Il complesso ecclesiastico è unitario per quanto svolto in più fasi esecutive a causa di invasioni e saccheggi, perfino durante il brigantaggio, al seguito del quale fu la famiglia Rucci ed alcuni soci americani a rimetterla in piedi nel 1903 così come la si vede oggi.

Ingresso al Convento e alla Chiesa della Madonna del Bosco – Ph. Credit: Zampogna di Panni. altervista.org

La prova del vissuto è data da una grande tela dedicata a Sant’Agostino e a San Nicola da Tolentino raffigurati con i discepoli, brutalmente vandalizzata tant’è che al seguito del restauro, salvando le fattezze del volto di Sant’Agostino, si pensò di custodirla nella Chiesa Madre di Panni, dov’è ancora oggi ubicata.

Venerazione all’altare della Vergine prima della processione – Ph. Credit: Rete Comuni Italiani

Ogni anno questo luogo rappresenta l’estate a partire dal 24 giugno, data della suggestiva processione a cavallo che accompagna la Madonna del Bosco in paese; per il 6 luglio, in memoria dell’apparizione e del miracolo sul seminato; fino al 15 d’agosto con la Festa delle Spighe, giorno in cui gli agricoltori pannesi donano alla Madonna del Bosco intere salme, carichi di spighe di grano ed oggetti in oro,  in una cerimonia alquanto pagana al suono di zampogna greca.

L’eremo della Madonna del Bosco è davvero una luogo i cui riaccendere i propri sensi.

Fonte: Fonte: Mastrangelo, G., “Memoria e miracoli della Vergine Incoronata del Bosco”, Gruppo Montesario.
Lattanzi, A., Lattanzi., N., “Guida Insolita ai misteri e ai segreti , alle leggende e alle curiosità della Puglia”, Newton Compton Editori, 2015.

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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