Cultura e territorio

Piante officinali, la Calendula: conforto del cuore e dello spirito

I Latini associavano il termine “officinalis” a quelle “herbe” dotate di proprietà curative. Il nome “Calendula” deriva dal latino “calendae” (da cui proviene anche il termine “Calendario”), per i latini il primo giorno di ogni mese dell’anno.

La Calendula fiorisce all’inizio di ogni mese. Fra le piante nostrane la calendula occupa un posto di primo piano. La pianta cresce spontanea o coltivata  e i suoi capolini brillano gialli o gialli arancione, gli steli e le foglie sono  succosi e vischiosi al tatto.

Nota sin dal’antichità fin dalla notte dei tempi: Greci, Egizi, Indiani , Romani ne  conoscevano il potere terapeutico.

Fiore collegato alla Grande Madre come ci conferma una leggenda greca  che ha come protagonista Afrodite. La Dea, addolorata per lamorte del giovane amante Adone, pianse lacrime che cadendo  a terra, si tramutarono in fiori di Calendula, sicchè, nel vocabolario ottocentesco dei sentimenti si sono attribuiti, al bellissimo  e gioioso fiore, simboli tristi come le Pene d’amore, la Gelosia, il Disinganno.

Dovrebbero  invece evocare la Guarigione e la Serenità per le varie proprietà medicinali della pianta.

Le popolazioni antiche appendevano della ghirlande dei  fiori di Calendula  sulle porte delle case o negli armadi per allontanare le malattie infettive. Santa Ildegarda di di Bigen conosceva e prescriveva   molto questa pianta; lo stesso  Mattioli, e Castore Durante.. il quale la definiva anche “fiorrancio”  evocando il colore del fiore come la buccia dell’arancia.

Per questo suo colore, i petali essiccati e polverzzati sono utilizzati come sostituti  dello zafferano e per dare il colore giallo a taluni formaggi ,o usati in liquoreria.

I preparati a base di Calendula, olio e pomata,sono dei germicidi altamente antisettici per tagli, abrasioni della pelle, ulcere cutanee, dermatiti da pannolino per i bambini,per icapezzoli screpolati durante l’allattamento, utilissimo nel trattamento delle mani screpolate o danneggiate per esposizione all’acqua per lavoro domestico o industriale e medico, per l’esposizione della pelle alle alte temperature o ai raggi solari, Usati soprattutto per gli arrossamenti da pannolino per le pelli delicate dei bambini piccoli.

Viene generalmente utilizzato l’olio di Calendula, mettendo i capolini essiccati non al sole ma all’ombra e posti in infusione in olio di Soia. Generalmente vanno messi in infusione 100-grammi di petali essiccati in un litro di olio di soia.

Si espone al sole per cira un mese, poi si filtra per tela sottile torchiando o strizzando i fiori rimasti sul filtro per estrarre l’olio residuo. Si mette in una bottiglia preferibilmente scura e si utilizza direttamente sulla cute.

Personalmente preparo un olio di Calendula, Camomilla e Malva (che ho esposto alla Mostra delle Piante Medicinali della Daunia a cura dell’Archeoclub di Siponto) , mettendo in infusione in  un litro di olio di soia:  50 gr  di fiori di:

Calendula essiccati, 50 grammi di fiori di Camomilla essiccati, e 50 grammi di  fiori di Malva essiccati,esponendo l tutto per almeno un mese al sole o in un ambiente  caldo.

Dopo tale periodo si  filtra e si strizzano i fiori residui per raccoglierne l’olio.

Questo olio è utilissimo contro le rughe,le macchie, per le mani secche , contro le punture d’insetti, e soprattutto è staordinario come  trattamento della pelle e del viso alla sera.

Aldo Caroleo Archeoclub Siponto

Redazione

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