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In provincia di Foggia la street art emoziona: le persone comuni divetano opere d’arte

I murales decorano i muri delle nostre città, donano nuova vita a pareti dominate dal grigiore di incuria e abbandono, sono veicoli di messaggi sociali e creativi. In provincia di Foggia la street art rende immortali i volti di gente comune grazie all’originalità di Alessandro Tricarico.

Dai piccoli e caratteristici borghi dei Monti Dauni al selvaggio territorio del Gargano, è possibile imbattersi nelle meravigliose opere di street art di Alessandro, un giovane fotoreporter che ha deciso di avvicinarsi alla street art per impreziosire con le sue gigantografie cartacee casali abbandonati, muri cittadini e ruderi immersi nella natura della nostra terra.

Alessandro è un fotografo, un artista, un narratore di storie che meritano di essere conosciute. Negli ultimi anni i volti del sorridente 91enne Filippo, di Alessandro incontrato per caso in un bar di Sant’Agata di Puglia, dell’anziano barbiere Pasquale, della dolce nonna Paola, del clochard Antonio e del pescatore Peppino sono diventate vere e proprie opere d’arte di carta e colla, per questo motivo molto delicate.

Procediamo con ordine. Lo scorso anno per il programma “La cultura si fa strada” – Promozione a sostegno della Street Art della Regione Puglia finanziata dalla legge di bilancio regionale (LR 67/2018, art. 50), il borgo antico di Sant’Agata di Puglia grazie ai murales di Alessandro è diventato ancora più magico.

Il piccolo e caratteristico borgo della Loggia delle Puglie, infatti, si è trasformato in una suggestiva galleria fotografica grazie agli emozionanti scatti del fotoreporter.

Storie, volti e sguardi immortali in ritratti che rivelano la forza e l’autenticità di un borgo antico dei Monti Dauni. Nei pressi del meraviglioso Castello di Sant’Agata di Puglia, tra le viuzze del suo centro storico, lì dove il tempo sembra essersi fermato, sono spuntate vere e proprie opere d’arte che conferiscono a questo silenzioso borgo dauno un libro di storie visive da leggere tutto d’un fiato.

Ad Accadia, invece, è possibile ammirare una toccante giganografia formata da tre quadi che lasciano trasparire un amore puro e incodizionato, quello tra due anziani. Un “amore antico” che anche dopo pesanti anni di lavoro, fatica, problemi e difficoltà riesce a sorridere e a non sentire il peso di quelle profonde rughe che segnano volti stanchi ma sempre complici.

A San Giovanni Rotondo, invece, in una tenera carezza fluisce l’amore vero che lega un nipote a sua nonna, un messaggio bellissimo che non può non emozionare. Si tratta di un’opera scattata e incollata nel comune di San Pio che è stata visibile per soli tre giorni ad agosto.

Nel capoluogo dauno, Alessandro Tricarico, lo scorso inverno, ha provato ad emozionare (riuscendoci) i foggiani con una grande installazione artistica dedicata al mondo degli invisibili.

Crediti Foto: Iole Albrizio

Protagonista indiscusso dell’opera denominata “Closcià“, l’anziano clochard Antonio, custode di storie sofferte, lunghe battaglie, speranza e

Crediti Foto: Fratelli della Stazione

La maxi-installazione, apparsa sulla facciata del Cinema Cicolella in via Montegrappa, nel cuore del difficile Quartiere Ferrovia di Foggia, vuole proprio far riflettere sulla condizione dei senza fissa dimora, emarginati e troppo spesso invisibili.

Purtroppo, dopo quasi 5 mesi dall’installazione dell’opera, si possono notare i chiari segni di incuria alla quale l’opera è stata destinata. Closcià sta cadendo a pezzi ed è un grande peccato considerato il meraviglioso e importante messaggio lanciato dal suo autore a tutti i foggiani. Tuttavia, l’opera così come tutte le altre realizzate da Alessandro, è di carta e basterebbe una forte pioggia per danneggiarla.

Proseguiamo ora il nostro viaggio sul Gargano, in una terra selvaggia e spettacolare che ospita l’ultima creazione del fotoreporter, il “Pantheon del Gargano“.

Sulla riva del meraviglioso lago di Varano, l’artista originario di San Marco in Lamis ha realizzato un’opera che esalta la bellezza e l’autenticità di questa terra.

Inaugurata nel giorno del solstizio d’estate, l’ultima originale creazione di Alessandro Tricarico, alta ben 7 metri e larga 6 che ha preso forma sulla parete di un rudere abbandonato a ridosso del lago garganico, ha da subito incuriosito e conquistato tutti.

Quello realizzato sulla riva del lago di Varano pochi giorni fa è un sentito omaggio al Gargano. Ma attenzione, non un semplice omaggio alle sue spiagge e ai suoi luoghi turistici. Alessandro ha voluto fare molto di più.

In questa opera, infatti, si colgono l’essenza di questa terra, le sue tradizioni, le sue mani sapienti e rigate dal tempo, i suoi volti intrisi di storie ed esperienza, la sua autenticità così selvaggia che ogni volta ci trascina in una dimensione fuori dal tempo.

“Questo è il primo di una serie di templi dedicati a divinità nostrane, semidei con pregi e difetti umani ma ammantati da un’aura di misticismo. I luoghi scelti sono fuori dalle rotte turistiche, posti bellissimi che purtroppo sono poco conosciuti ai più”, spiega Alessandro.

E precisa: “Tutti situati sul Gargano, promontorio sacro di natura e terra di miti e leggende. Tutto è nato un paio di mesi fa, da qualche parte ho letto la frase “tornare a mettere l’essere umano al centro”.

Questo è tutto quello che ho da dire a riguardo: torniamo a mettere al centro l’essere umano. Lui è Peppino, Dio della spuma di mare, delle stelle e protettore delle murene. Dio notturno, capace di grande misericordia e temibile vendetta.

Dotato di forza sovrumana, con una carezza può spazzare via le nuvole e causare maremoti. Quando sorride, invece, le cicale si zittiscono negli uliveti”.

Crediti Foto: Facebook Elia De Nittis

Nel volto di Peppino incorniciato da una lunga e folta barba bianca è possibile scorgere il colore del nostro mare cristallino, le tante leggende sulle sirene, i panorami mozzafiato che ci regala il Gargano e quel bagaglio di tradizioni che dovremmo custodire gelosamente e che grazie ad Alessandro sono diventano ora vere e proprie opere d’arte.

La nostra curiosità è davvero tanta e non vediamo l’ora di scoprire la prossima opera di Alessandro. In attesa del prossimo murales, ecco il luogo in cui poter ammirare quella sul pescatore Peppino, la prima di una lunga serie: https://goo.gl/maps/XLYHrKTqqMr5zmk36