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“Rialzati Foggia!”, ecco la toccante lettera di un foggiano

Foggia – La nostra città è stata piegata dagli ultimi eventi di cronaca che l’hanno profondamente violentata, dipingendola a livello nazionale e non solo (ne parla anche il “The Guardian”) come un pericoloso covo di delinquenza, violenza e mafia.

Condividiamo la lettera di un nostro lettore che vuole rivolgersi ai tanti foggiani che cercano disperatamente di “sopravvivere” in una città che ha urgentemente bisogno d’aiuto.

“Rialzati Foggia! Lettera d’amore aperta alla città”

Sono un foggiano, residente ormai da 50 anni (ne ho 54), lontano da Foggia. Sono molto legato alla città per una miriade di motivi anche affettivi, non ultimo, come tanti foggiani sparsi nel mondo, l’amore per il Foggia che per tutti noi non rappresenta solo una squadra di calcio ma un mondo intero che contribuisce a mentenere salda la vicinanza con la città.

Allora spesso mi trovo a inviare le mie considerazioni calcistiche sulle vicende sportive dei rossoneri ai tanti siti che si occupano del Foggia Calcio.
Ma questa volta non del Foggia vorrei parlare ma di Foggia.

Gli eventi criminosi di fine 2019 e di inizio 2020, senza dimenticare la costante permanenza negli ultimi posti in tutte le classifiche che si occupano di qualità della vita, non possono e non devono passare inosservati e anche per noi lontani dalla città sono dolorosi e frustranti.

Ritengo però che sia giunto il momento della svolta perché se è vero che mafia e criminalità hanno raggiunto livelli altissimi e insostenibili è altrettanto vero che ora ci sono un’attenzione ed una presenza mediatica che non possono che giocare a favore della gente onesta e perbene che nonostante tutto, anche con enormi sacrifici, vive, lavora e continua ad andare avanti.

Ora chi usa le maniere forti ma forte non è, perchè è il vigliacco che si nasconde e non ha il coraggio di mostrare la faccia, sarà sempre più sotto mira non solo delle forze dell’ordine ma anche dei mezzi di informazione che ora, grazie al cielo, hanno raggiunto modi di fruibilità  capillare e globale al tempo stesso.

Innanzitutto le istituzioni locali sono chiamate (lo devono fare!) a lavorare realmente per il bene comune, combattendo sempre corruzione, clientelismo e interessi personali, invece di dare spesso spettacoli indegni rispetto al ruolo che ricoprono. Ovviamente lo Stato deve essere sempre presente e vicino a istituzioni e cittadini e le notizie di queste ultime ore fanno ben sperare.

Ma i primi a volersi bene devono essere i foggiani stessi. Non nascondiamocelo, non sempre e in tutti i contesti e quindi senza generalizzare, ma spesso il senso civico sta sottozero. Mi riferisco alle piccole azioni quotidiane che forse in molti ritengono banali ma in realtà non lo sono affatto. Magari quelle piccole regole che valgono in casa propria ma non appena si varca l’uscio improvvisamente svaniscono. È da lì che ognuno può dare il proprio  contributo alla rinascita della città.

Dal rispetto verso se stessi e verso gli altri, che può voler dire tutto o niente, ma che, concretamente, vuol dire non buttare rifiuti per strada, neanche la carta della caramella o lo scontrino del negozio, o la cicca della sigaretta per terra dal finestrino della macchina, non deturpare o vandalizzare il bene pubblico, non  passare col rosso, rispettare i pedoni, non parcheggiare all’angolo dell’incrocio magari pure sul marciapiede, mettere la cintura di sicurezza invece di tenersi un ‘mozzicone’ preso dallo sfasciacarrozze per silenziare l’avvisatore acustico dell’auto e potrei continuare chissà quanto.

Non arrendersi al ‘fanno tutti così’ o a pensare ‘e chi sono io il più fesso che fa le cose come si deve?’. Lo riconosco, è facile per me scrivere comodamente da casa a centinaia di chilometri di distanza, condannare a parole, lamentarsi, dispiacersi e non vivere sulla propria pelle gli enormi disagi che questa situazione comporta, e aggiungo anche che è sacrosanto avere paura di fronte a tutto questo male.

Però è giunto il momento di riappropriarsi del nostro benessere e di quello della città non soffocando ma facendo riemergere il tanto di bello e di buono c’è in Foggia e nei foggiani. Penso all’associazionismo e volontariato presenti sul territorio, agli oratori, all’Università, alle iniziative culturali, alle eccellenze di vario genere di cui dovremmo andare orgogliosi, riscoprendo che il rispetto delle regole da parte di ognuno non sono una punizione o una limitazione ma un modo per recuperare quell’amore per il bene comune e quel senso civico che poi portano beneficio a tutti e a ciascuno.

Nel nostro piccolo sono le piccole azioni che dobbiamo sentire come nostro contributo, perchè i supereroi non esistono, pensare di dover fare chissà che cosa potrebbe non solo scoraggiarci ma addirittura paralizzarci. Sarebbe assurdo pensare che il singolo cittadino onesto possa presentarsi dal delinquente di turno raccomandadogli di comportarsi bene.

Poi alle grandi risposte alle problematiche ci penseranno, ce lo auguriamo vivamente, le forze dell’ordine con azioni di dura contrapposizione al degrado e alla malavita per estirpare il male che questi maledetti bastardi criminali portano in sé e arrecano ai cittadini e alla città, ci penseranno le istituzioni locali, i presidi educativi, culturali, sportivi e ogni contesto per quanto di propria competenza.

E quindi, concludo, per una volta il mio solito saluto, “Sempre forza Foggia”,
questa volta non è rivolto alla squadra rossonera ma ai cittadini foggiani e alla città tutta”.

Corrado De Carlo

Redazione

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