Storie di successo

Storie di successo: il foggiano Alessandro Inglese tra musica e tv

Foggia – Continua la rubrica “Storie di successo“. Uno spazio dedicato alle eccellenze made in Foggia. Oggi abbiamo incontrato Alessandro Inglese, un giovane musicista foggiano che ha alle spalle un vasto bagaglio di esperienze musicali. Attualmente, suona in trasmissioni di successo come Domenica In e il Maurizio Costanzo Show.

Com’è nata la tua passione per la musica?

La passione per la musica è da sempre parte integrante nella storia della mia famiglia. Senza andare troppo indietro nelle generazioni, mi basta dire che mia madre è docente di pianoforte principale presso il Conservatorio “U. Giordano” di Foggia. Mio padre è stato uno dei primi diplomati in contrabbasso della nostra provincia e, oltre ad essere un polistrumentista, ha insegnato educazione musicale nelle scuole medie fino a qualche anno fa. Mio fratello è diplomato in corno francese, mia sorella in flauto traverso ed è docente presso scuole medie e licei musicali. Insomma, senza coinvolgere nonni e zii, il perché del mio percorso artistico è abbastanza scontato. Cosa molto importante, da sottolineare, è l’assoluta assenza di forzatura nell’intraprendere questo percorso. Anzi, i miei genitori mi hanno sempre sostenuto ed invogliato alla sperimentazione ed al confronto. Inutile dirlo che a loro devo tutto. Per quanto mi riguarda, c’è stato il passaggio ‘obbligato’ degli studi accademici presso il Conservatorio della nostra città, terminato con un tortuoso diploma in sax classico. Questo percorso mi ha fornito una buona conoscenza teorica di base, ampliata poi dai miei studi con il M° Pablo Varela, Luigi Giannatempo, Bruno Tommaso e Roberto Spadoni per l’armonia, composizione moderna e l’arrangiamento jazz. 

Stai collaborando in diverse, note, trasmissioni televisive. Ci racconti la tua esperienza?

Le mie esperienze negli ultimi anni sono state tante e sfaccettate. Sono passato dall’orchestrazione e arrangiamento per grandi e piccoli organici (Sanremo, Amici, Maurizio Costanzo Show) alla creazione di colonne sonore originali per fiction e documentari, passando per la post-produzione audio (The Voice, Sarabanda) e il ruolo di maestro sostituto che ricopro nell’attuale stagione di Domenica In con il M° Stefano Magnanensi. Rapportarsi con il mondo dello spettacolo non è certo cosa semplice: i tempi, le urgenze e i cambi dell’ultimo minuto possono spaventare ma la sicurezza dei propri mezzi e delle proprie capacità, e dei propri limiti, permette di gestire il tutto in modo ottimale o quasi. 

Progetti per il futuro?

I progetti per il futuro prevedono prima di tutto un po’ di tempo da dedicare a me. La vera difficoltà di questo mestiere sta nel potersi fermare un attimo a riordinare le idee. Ho cominciato, nei ritagli di tempo, a preparare materiale per un prossimo album di inediti e arrangiamenti con organico misto (orchestra sinfonica, big band, quartetto d’archi) e non vedo l’ora di farvelo sentire. Per tutto il resto rimango in ascolto e non escludo mai nessuna possibilità.

Cosa consiglieresti a chi, come te, vuole vivere di musica?

La strada dell’arte come mestiere è una strada tosta e passa da insuccessi, frustrazioni e fortuna più o meno meritata. Non ho certo la presunzione di sapere quale sia il percorso giusto ma, a mio modesto parere, uno dei primi passi è quello di coltivare la propria passione, viaggiare, ascoltare ed alimentarla senza pensare troppo al successo, agli altri e al riscontro immediato. Imparare che le cose possono essere fatte bene o male a qualsiasi livello, sia esso un live da pub o un concerto alla Carnagie Hall di New York, ed evitare la mediocrità soprattutto con se stessi.

Cosa rappresenta, per te, Foggia?

Foggia è la mia terra, il mio sangue e le mie radici. Quello che sono è anche frutto delle sue strade, delle persone, del cibo e del dialetto che parlo. Ma Foggia è anche quel retrogusto amaro di una città che non vuole crescere, non valorizza e soffoca qualsiasi creatività e talento artistico o lavorativo. Andarsene dalla propria terra è sempre qualcosa di forzato e doloroso ma ho dovuto scoprire, a mie spese, che è necessario per la propria realizzazione. Quindi, la vivo così: un rapporto amore – odio del quale però non posso fare a meno.

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Valerio Palmieri

Giornalista praticante, laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Foggia. Laureato in Filologia moderna con 110 e lode. Da sempre sono appassionato di scrittura e, dopo varie collaborazioni, da gennaio 2017 sono redattore di Foggia Reporter. Mi occupo principalmente di politica, eventi religiosi e interviste. Sono convinto che la comunicazione digitale sia lo strumento più efficace per attuare quella rivoluzione culturale che tanto bene può fare al nostro territorio locale e nazionale.

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