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All’ombra dell’antico rosone tra arte e storia, ecco 5 cose da fare a Troia

Troia – Sulle pendici del Subappennino Dauno, a 439 metri sul livello del mare, tra l’oro dei campi di grano e il verde del Tavoliere, sorge una città antichissima che sembra essersi cristallizzata nel tempo e che riesce sempre a sorprendere i suoi visitatori.

Questa piccola cittadina della provincia di Foggia che porta il nome del celebre sito storico, nel quale si combatté la famosa guerra del mondo antico narrata da Omero nell’Iliade, non è poi così lontana dal mondo greco. Stiamo parlando di Troia, “Troië” in dialetto pugliese, conosciuta fino agli inizi del Novecento anche come “Troja”.

Quella che possiamo definire “la porta dei Monti Dauni”, è una piccola città tutta da scoprire e da riscoprire, ricca di storia, e che vanta diversi riconoscimenti, come la prestigiosa Bandiera Arancione delTouring Club che dal 2018 la accompagnerà, nuovamente, per un triennio fino al 2020.

Troia ha un patrimonio artistico molto ricco e variegato. Ecco 5 cose da fare se decidete di visitare la caratteristica cittadina di Troia.

Visitare la Cattedrale

Tra i tanti luoghi di interesse da visitare vi è sicuramente la meravigliosa e antica Cattedrale, che insieme ad altri edifici religiosi e storici caratterizza il corso principale, Corso Margherita, dal quale si diramano numerosi e stretti vicoletti laterali.

L’antica e caratteristica Cattedrale romanica fu costruito tra il 1093 e il 1125, secondo lo stile romanico pugliese, l’edificio è dedicato alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo, ed è sicuramente uno degli esempi più eclatanti dell’architettura romanica in Capitanata. Un vero e proprio gioiello a pochi chilometri da Foggia.

Crediti Foto: Matteo Nuzziello

Particolare interessa merita il suo meraviglioso rosone, esempio eccelso di tecnica scultorea e traforo, composto da undici colonne che si irradiano dal centro e sono connesse tra loro con un gioco di archi che fanno da cornice.

Il numero dispari delle colonnine rende però il rosone asimmetrico, ma la scelta del numero “11” non è casuale, in quanto ha un importante valore simbolico.

Undici è infatti il numero degli apostoli, escluso il traditore Giuda Iscariota, escluso proprio per sottolineare che chi pecca veramente non è più collegato a Gesù.

Assaggiare la Passionata

Troia vanta moltissimi prodotti tipici spesso prodotti con una coltura biologica a km 0. Come non citare, ad esempio, il famosissimo vino Nero di Troia, prodotto rigorosamente con uva locale e conosciuto in tutta Italia.

La vera protagonista di Troia è però la Passionata, un dolce ideato difronte la Cattedrale, nella piccola pasticceria “Casoli”, nata circa dieci anni fa.

Troia
Crediti Foto: Di Testa e Di Gola

Qui ha preso forma un vero e proprio gioiellino della pasticceria locale, creato con tre tipi di ricotta (pecora, bufala e mucca), pandispagna e pasta di mandorle.

Una sfilata di brillanti colori e sapori quella che si apre davanti ai nostri occhi: c’è la passionata verde al pistacchio, quella all’arancia, all’amaretto, alla nocciola, alle mandorle e persino alla curcuma.

Affondare il cucchiaino in questo soffice gioiellino è un vero e proprio piacere per tutti i sensi che ci fa percepire la “passione” che i troiani hanno per il loro territorio, per i loro prodotti e per le loro tradizioni.

Perdersi tra i vicoletti del centro storico

Tra stretti vicoletti che profumano di bucato appena steso e preziose architetture romaniche, Troia è un vero e proprio salto nel passato, in cui è bello perdersi in un pomeriggio d’estate, respirando l’aria di un eterno presente.

Crediti Foto: Instagram @ilrandagio_

Passeggiando lungo il corso principale del centro storico si diramano tantissimi vicoli e strette stradine che portano ad ammirare un panorama mozzafiato sul Tavoliere, una vista spettacolare che merita di essere immortalata in una fotografia.

Visitare il Museo Diocesano

Se si va a Troia e si ama l’arte non si può non visitare il Museo Diocesano, custode di gran parte del tesoro artistico e archeologico della città. Il Museo Diocesano è un vero e proprio contenitore di ricchezze e beni storici ritrovati nel corso dei secoli attraverso scavi archeologici nel territorio di Troia.

I beni archeologici sono esposti in ben sei sale. Nella quinta sala è possibile ammirare il caratteristico Capitello delle quattro razze, un capitello in pietra calcarea scolpita su cui sono raffigurate quattro teste che, prima della scoperta dell’America, dovevano raffigurare le quattro popolazioni che abitavano la Terra (europei, africani, asiatici e arabi).

Crediti Foto: Stupor Mundi

Sorseggiare un calice di Nero di Troia al tramonto

Prima di lasciare la meravigliosa cittadina di Troia concedetevi un ottimo calice di Nero di Troia accompagnato da scaldatelli locali, un aperitivo con vista sul Tavoliere sarà il modo perfetto per concludere la vostra visita.

Il Nero di Troia è ormai un vino conosciutissimo ovunque ed è possibile sorseggiarlo in tantissimi locali e cantine presenti nella cittadina foggiana.

Prodotto con uva locale è la terza varietà autoctona pugliese a bacca nera per ettari coltivati e per importanza commerciale dopo il Primitivo e il Negroamaro.

Redazione

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