Cronaca

In nome di Federica: torna il premio dedicato alla donna uccisa dal marito a Troia

A Troia, due anni fa, all’alba del 16 febbraio, veniva uccisa dal marito Federica Ventura. L’uomo,lo scorso giugno, è stato condannato a trenta anni di carcere.

Di Federica, giovane donna, mamma, educatrice stimata e amata, restano gli insegnamenti e i progetti che un gruppo di donne ha deciso di portare avanti e continuare a divulgare con il supporto dell’Amministrazione Comunale.

Torna il premio “Federica Ventura” organizzato dall’associazione Insieme per… di Troia e dedicato alla giovane donna uccisa dal marito il 16 febbraio 2018.  Il premio è parte del progetto Ti voglio bene perché…  nato dall’idea di alcune amiche di Federica per ricordarne la memoria, e sensibilizzare la comunità ad affrontare il tema della violenza ed in particolare la violenza  domestica e di genere. 

E’ un percorso educativo  che intende proseguire il lavoro iniziato da Federica Ventura nella scuola.  Moglie, madre di due figli, Federica era un’ educatrice. Nella scuola materna San Benedetto di Troia, dove lavorava, aveva messo a punto un metodo di insegnamento che le permetteva di curare ogni bambino, creando per ognuno un percorso individuale di crescita, ma fortemente improntato alla solidarietà e alla non violenza. Si chiamava Ti voglio bene perché…. .

 Il progetto, che gode della collaborazione del Comune di Troia, di alcune classi della Scuola di Troia e dell’Università di Foggia, nonostante abbia ottenuto ampia risonanza mediatica e tra le associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere, continua a trovare resistenza in parte della comunità.

“Non ci fermeremo perché lo dobbiamo a Federica – dice Marisa Donnini, giornalista, tra le fondatrici dell’associazione – e la cosa migliore che possiamo fare è quella di promuovere nelle scuole, ed in genere sul territorio, la cultura della non violenza, della solidarietà, e soprattutto il riconoscimento e il rispetto della differenza di genere.

Ciò che serve è un cambiamento culturale – continua Donnini –   e crediamo sia fondamentale partire dai giovani, sia importante far capire ai bambini che la discriminazione è violenza”.

L’omicidio di Federica ha profondamente segnato la comunità troiana. Di Federica, giovane donna, mamma, educatrice stimata e amata, restano gli insegnamenti e i progetti che l’Amministrazione Comunale ha deciso di sostenere.

“Il progetto dell’associazione è ammirevole e meritevole dell’attenzione da parte dell’amministrazione comunale – sottolinea il sindaco, Leonardo Cavalieri – il contributo che stanno dando alla comunità con un progetto di crescita civile e culturale darà i suoi frutti. Tutti dovremmo  riflettere su ciò che è accaduto.

Lo dobbiamo a Federica, a tutte le donne uccise, o che in silenzio subiscono violenze tra le mura domestiche, colpevoli della loro voglia di vivere, di emanciparsi”.

La premiazione degli elaborati sarà programmata per fine maggio. In quella giornata si tornerà in piazza, come lo scorso anno.  I bambini, guidati dalle insegnanti, esporranno i lavori  creati nell’ambito del progetto, che saranno valutati da una giuria. Come lo scorso anno sarà un giorno di festa, di colori, di bambini, di comunità.  Piacerebbe a Federica.

La cronaca – Federica Ventura, 40 anni,  fu uccisa dal marito, Ferdinando Carella, 48 anni, la notte del 16 febbraio 2018. L’omicidio si consumò nell’abitazione della coppia, a Troia. L’uomo uccise Federica con sette coltellate durante un violento litigio. Il dramma si consumò sotto gli occhi dei due figli minorenni.

Carella, che dopo  aver ucciso la moglie tentò il suicidio, è stato condannato a trenta anni di carcere. Lo scorso 19 giugno i giudici della Corte d’Appello di Bari hanno confermato la sentenza  emessa dal GUP del Tribunale di Foggia. 

Redazione

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