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Uno spettacolo per raccontare il caporalato

In scena al Teatro della Polvere, lo spettacolo ‘Caporal Minore’ racconta una triste realtà non sconosciuta al nostro territorio

Il Teatro della Polvere entra nel vivo della quinta stagione teatrale ‘Cultura è Passione’. Dopo l’appuntamento fuori abbonamento dello scorso 17 e 18 novembre, con il suggestivo e poetico “La notte che Franco Dema suonò il blues” – dedicato al noto musicista foggiano Franco De Matteis, presente all’ultima replica, al termine della quale ha improvvisato un concerto con gli amici di sempre – è la volta di una produzione originale della compagnia di via Nicola Parisi: “Caporal Minore”.

Lo spettacolo, scritto da Marcello Strinati, autore di punta della compagnia foggiana, offre uno spaccato sulla piaga del caporalato, che si apre a tante, troppe, tipologie di lavoro.

“Ho provato a raccontare le diverse sfaccettature del caporalato”, spiega Strinati. “Non è caporalato solo quello che vivono i migranti nei campi dei pomodori: si tratta di un fenomeno che esiste e insiste in mille altri ambienti lavorativi. Lo spettacolo ha volutamente dei tratti surreali e grotteschi, cosicché lo spettatore possa non tanto entrare in empatia con i singoli personaggi, quanto comprendere pienamente e razionalmente, attraverso l’esasperazione delle situazioni raccontate, cosa significa essere vittima di caporalato”. Così, sulla scia di questa scelta narrativa, i dialoghi sono frenetici, asettici, a tratti brillanti, e relegano le emozioni nel non-detto, presenti, ma velate. “E’ in questo modo – continua – che ho cercato di rappresentare un meccanismo usuale: quando ascoltiamo alcune notizie, spesso le viviamo in maniera anestetizzata, e non in maniera partecipativa, come quando ad esempio (ed è qui il paradosso) vediamo un’opera di finzione alla TV, al teatro o al cinema. Per la stesura di quest’opera, sono stati fondamentali le parole e la lettura di alcuni testi di Leonardo Palmisano”.

LO SPETTACOLO. Teresa è laureata, ha un dottorato, ha svolto un paio di tirocini importanti, ed è alla ricerca del suo primo lavoro. Dopo numerose risposte negative, ripone le sue ultime speranze in un “amico di un amico di un amico”, che lavora in un non precisato ufficio. Teresa si presenta senza appuntamento ed è costretta ad attendere che arrivi il suo turno: vedrà passare davanti a lei molti personaggi, e ascolterà le loro storie, partecipando al dramma di precarietà e sfruttamento che caratterizza il lavoratore e l’essere umano moderni. “Caporal Minore” è uno spettacolo surreale, a tratti grottesco, nel quale fa da padrone il clima di perenne attesa, attesa di un sogno, di un obiettivo, di una realizzazione che non arriva mai. Le voci presenti sul palco sono quelle delle migliaia di vittime del caporalato che, mai come oggi, urlano il bisogno di essere ascoltate. Sul palco, per la regia di Stefano Corsi, gli attori Carlo Baldassini, Deborah Carlucci, Mariangela Conte e Stefano Corsi. Musiche originali di Donato Bonfitto. Lo spettacolo andrà in scena i prossimi sabato e domenica 24 e 25 novembre. Ingresso ore 20.30, inizio spettacolo ore 21.

Redazione

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