Salute e Benessere

Uno studio rivela che chi dorme poco di notte si arrabbia di più di giorno

Chi dorme poco di notte si arrabbia di più di giorno. Lo rivela un nuovo studio: una cattiva qualità del sonno influenza significativamente le nostre capacità di fronte a situazioni frustranti. Capita di domandarsi perché alcune giornate ci sentiamo più irritabili. Una delle ragioni è la mancanza di sonno, che impedirebbe alle persone di affrontare in modo efficace le situazioni più complicate, abbandonandosi alla rabbia.
Infatti, tutti sanno che non dormire abbastanza fa male. Ne va dell’umore, della salute fisica e anche quella mentale, oltre che della nostra performance al lavoro e nella vita sociale. Ma non tutti immaginiamo che, anche con appena due ore di sonno in meno, a lungo andare la nostra abilità nel gestire situazioni stressanti si riduce notevolmente, scatenando in noi forti sentimenti di rabbia e tensione.
Il ricercatore Zlatan Krizan, professore di psicologia, e il suo team della Iowa State University hanno infatti condotto un esperimento in cui cercavano di sottoporre individui poco riposati a situazioni di stress. Sebbene il legame tra la stanchezza e l’irritabilità possa sembrare intuitivo e naturale, quello condotto dal team statunitense è uno dei primi studi che mostra una chiara connessione tra il poco sonno e il sorgere della rabbia.
In particolare, i ricercatori hanno guardato a quella capacità che porta le persone ad adattarsi nel quotidiano a situazioni che prevedono imprevisti o condizioni sfavorevoli. «Sebbene vi sia la comune tendenza ad abituarci ad una condizione di irritazione, per esempio provocata da una camicia scomoda o da un cane che abbaia, gli individui che non dormono abbastanza manifestano una tendenza ad uno stato di rabbia e stress molto forte, che essenzialmente capovolge la loro abilità ad adattarsi, con il passare del tempo, a condizioni frustranti», ha dichiarato il dottor Krizan.
I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo dormiva normalmente, 7 ore per notte, mantenere il ciclo di sonno inalterato, mentre il secondo poteva riposare per circa due ore in meno, per due notti di seguito. Il sonno dei volontari è stato manipolato, prima e dopo, e monitorato in associazione a diversi tipi di suoni: il rumore marrone (o rumore browniano), simile a quello di un ruscello, e il rumore bianco, simile a quello di un segnale statico. I partecipanti che avevano ore di sonno in meno, durante la giornata si trovavano più in difficoltà nell’adattarsi ad una situazione di stress, e i rumori in loro tendevano a suscitare un più spiccato senso di rabbia.
«In generale, la rabbia era sostanzialmente di più per le persone che avevano dormito meno», aggiunge dottor Krizan. «Abbiamo manipolato i suoni in modo che fossero più o meno fastidiosi e durante l’esperimento, come previsto, i partecipanti hanno manifestato più rabbia quando il rumore era più irritante. Ma quando non avevano dormito abbastanza, il livello di rabbia era maggiore a prescindere dal tipo di rumore».
Un deficit di sonno normalmente suscita una varietà di emozioni negative, come ansia e tristezza, ma il suo impatto sulla rabbia è, secondo il leader dello studio, unico nel suo genere. Inoltre, i ricercatori stanno analizzando i dati di 200 studenti universitari che hanno tenuto un diario del proprio sonno per un mese. Secondo i risultati iniziali, i ragazzi si sarebbero resi conto di provare più rabbia del normale nei giorni in cui hanno dormito poco.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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