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Diga di Occhito, nonostante le piogge è ancora crisi idrica. Le proposte della CIA

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In due settimane, grazie alla pioggia caduta nell’ultimo periodo, la diga di Occhito nel Foggiano ha recuperato più di 21 milioni di metri cubi di disponibilità idrica: 50 a oltre 71 milioni di metri cubi d’acqua. Ciò nonostante, l’invaso gestito dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, posto a cavallo tra Puglia e Molise, rispetto al 2 aprile dello scorso anno registra ancora un deficit idrico pesantissimo di oltre 76 milioni di mc: oggi 2 aprile 2025, infatti, la struttura contiene 71.378.240 di metri cubi d’acqua; esattamente un anno fa, ne conteneva 147.786.560 e, nonostante questo, per preservare le risorse necessarie al potabile il 13 agosto 2024 fu necessario interrompere la distribuzione a uso irriguo, con conseguenze pesantissime per l’agricoltura.

Ecco perché l’assemblea della Regione Puglia, su proposta dei consiglieri Antonio Tutolo e Rosa Barone, ha approvato all’unanimità lo Stato di emergenza idrica per la provincia di Foggia, atto propedeutico all’adozione di misure straordinarie sul piano operativo e infrastrutturale. Ad oggi, infatti, con le abbondanti piogge degli ultimi 10 giorni, le risorse idriche disponibili garantiscono il fabbisogno del potabile per la popolazione della provincia più vasta della Puglia, ma non sono nemmeno e sufficienti a soddisfare la necessità d’acqua per agricoltura e zootecnia.

Intanto la CIA, la confederazione degli Agricoltori sottolinea come la diga del Liscione in Molise, che il 12 marzo scorso ha raggiunto il livello massimo di contenimento, continua a sversare a mare le quantità eccedenti d’acqua che con una condotta di appena 10 chilometri potrebbero invece contribuire ad alimentare proprio la diga di Occhito. “La realizzazione di quella condotta –  spiega Angelo Miano, presidente di CIA Agricoltori Italiani per la provincia di Foggia – è uno dei progetti da tempo in cantiere per alleviare la sete dei terreni agricoli del Foggiano, ma è al centro di una contesa tra Regione Molise e Regione Puglia, con la prima che rivendica una sorta di ‘sovranismo idrico’ per rifiutare il sostegno alla seconda o per farsi pagare a caro prezzo l’acqua che, occorre ricordarlo, non è proprietà privata di nessuno, tantomeno di un ente regionale. Da anni stiamo indicando con precisione cosa serve ma la politica a livello locale e tra regioni non riesce a mettersi d’accordo, allora è imprescindibile che la realizzazione delle opere sia affidata a un Commissario Unico per ogni singola opera nominato dal Governo e con il potere di bypassare qualsiasi ostacolo politico-burocratico, tra cui le incomprensioni tra Regione Puglia e Regione Molise ad esempio”.

Per CIA Agricoltori di Capitanata, è necessario lavorare immediatamente all’implementazione di tre grandi opere: la prima è rappresentata dalla costruzione di una condotta di soli 10 chilometri per far arrivare, fino al ripartitore di Finocchito, una parte dei 200 milioni di metri cubi d’acqua che – annualmente – confluiscono a mare dalla diga del Liscione, in Molise. “Si tratta di un’opera che potrebbe essere realizzata in tempi relativamente brevi – aggiunge Miano -. Per realizzarla, occorre un accordo di programma tra la Regione Puglia e la Regione Molise”. “La seconda grande opera essenziale per scongiurare la desertificazione dell’agricoltura di Capitanata nei prossimi anni –  spiega invece Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Agricoltori Italiani per la provincia di Foggia – è la realizzazione ex novo della diga di Palazzo d’Ascoli, un nuovo invaso che recupererebbe circa 72 milioni di metri cubi d’acqua. Il Governo ha stanziato 8 milioni di euro per il progetto. La terza grande opera di cui si parla da più di 20 anni è la realizzazione della diga di Piano dei Limiti, un invaso che sarebbe posto a valle della diga di Occhito così da recuperare almeno 42 milioni di metri cubi d’acqua. Quest’ultima è l’opera che necessita dell’investimento più ingente, costerebbe circa 400 milioni, ed è già pronto da anni il relativo progetto esecutivo”

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