Sociale

Foggia, serre idroponiche da casa per l’inserimento lavorativo

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Si chiama Parity Farm il progetto che attraverso la creazione di serre idroponiche punta ad offrire strumenti utili per contrastare situazioni di povertà e competenze utili da poter spendere nel mercato del lavoro.

Promosso dall’Aps Bethel Italia in partenariato con le cooperative sociali Ortovolante, Altereco e Medtraining e l’organizzazione di volontariato Arpidea.Sostenuto attraverso l’avviso “Puglia Capitale Sociale 3.0 – Linea A” della Regione Puglia, attraverso l’acquisizione di competenze utili alla creazione e alla commercializzazione di mini serre idroponiche da casa è possibile coltivare ortaggi di ogni genere, come pomodori, zucchine, verdura e così via.

Michele Degianni, della cooperativa Ortovolante, ha incontrato presso i locali dell’associazione, in viale Virgilio 2/7, i primi partecipanti per illustrare le finalità dell’iniziativa e il modello «delle mini serre idroponiche da casa, una tecnica di coltura che consente di coltivare ciò che si vuole fuori suolo in modo pratico, economico, sostenibile. Si possono coltivare diversi tipi di colture, quelle più consigliate sono le erbe aromatiche, ma anche pomodori e ortaggi vari». Una coltivazione fuori suolo che da un lato racconta l’importanza della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, e dall’altro tende ad aiutare le persone in condizione di disagio.  «Il percorso di formazione – spiega Vanni Bondesan, presidente della Bethel di Foggia – in questa fase iniziale è destinata a dieci nuclei familiari seguiti quotidianamente dall’associazione Bethel, che stima di coinvolgere in due anni circa 250 famiglie che vivono in una situazione di svantaggio socio-economica in un meccanismo che prevede ad un progressivo processo di (re)inclusione sociale mediante l’autonomia lavorativa»

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