Cultura e territorio

La Shoah in Capitanata: il ricordo delle comunità ebraiche locali e dei campi d'internamento

A pochi giorni dalle Giornate della Memoria, la Shoah echeggia attraverso il ricordo delle comunità ebraiche locali e i campi d’internamento di Capitanata.

Campo Di Concentramento
Esempio di campo di concentramento
La Memoria della Shoah è spesso ricondotta ad un atroce sbaglio nella storia dell’umanità; ad un brutto ricordo lontano nel tempo e nello spazio e che, di fatto, non ci ha mai colpito direttamente, se non con scene toccanti.
In realtà, ben pochi sanno che gli effetti delle Leggi Razziali alla fine degli ’30 del ‘900 coinvolsero la nostra terra e le nostre famiglie più di quanto si possa pensare. Ebbene, anche la Provincia di Foggia, come il resto della Puglia, fu teatro di oscenità commesse dal governo italiano nei confronti di tutte quelle persone ritenute ostili dal regime e che, di conseguenza, hanno cercato vita e pace verso la “Terra Promessa”. Una sorta di emigrazione al contrario rispetto a quella che oggi siamo soliti assistere.
I versanti del Gargano, in particolare San Nicandro Garganico, hanno assistito alla conversione di massa all’ebraismo proprio durante la persecuzione ebraica attraverso la figura del bracciante Donato Manduzio. Il suo grande coraggio si affiancò a quello di Enzo Sereni, altro esponente ebraico di Puglia, nella missione segreta che li vide insieme partecipi nel viaggio di speranza verso la Galilea: nel 1944, essi stabilirono contatti con gli internati ebrei e allestirono campi profughi per accogliere i rifugiati ebrei in fuga dai campi di sterminio balcanici,  pianificando operazioni segrete antinaziste volte a garantire il ritorno verso “casa”, dove riprendere a vivere.
Ex mattatoio - Manfredonia
Ex mattatoio – Manfredonia
Nel frattempo, però, dal 10 giugno 1940, l’Italia centro-meridionale vide la realizzazione di circa quaranta campi di detenzione, tra cui 4 distribuiti in Puglia a cui vi appartennero i capannoni e le casette coloniche dell’Isola di San Domino, sulle Tremiti, e, il Macello Comunale di Manfredonia, uno dei più importanti. Quest’ultimo fu attivo dal 1940 al 1943 come campo d’internamento dove furono rinchiuse 519 persone, continuamente sorvegliate e custodite prima di essere deportate. Si trattò di intere comunità ebraiche quanto di anarchici, sovversivi ed estremisti, come gli “ex iugoslavi” di Istria e Fiume, deportati dal Nord.
La tradizione religiosa degli ebrei non è così distante dal carattere autentico del nostro territorio, tanto che la memoria degli ebrei vive qui ancora oggi tra Siponto, Orsara di Puglia e Vieste, riportando i nomi di ebrei autoctoni, genti illustri come Alberto Mieli e Giovanni Battista Roselli, coloro i quali hanno avuto il coraggio e la capacità di sopravvivere agli scempi dell’Olocausto e di cui si è potuto avere il piacere e la gioia di conoscerne personalità e volti. Tuttavia, il ricordo e la gloria della forza del popolo ebraico è dedicato a tutti coloro che non ce l’hanno fatta e che purtroppo ne sono la maggioranza.
Un riguardo particolare va alla memoria della Professoressa Maddalena Pacifico, all’epoca docente dell’Istituto Magistrale “Carolina Poerio” di Foggia, di cui purtroppo non se ne sa nulla, se non soltanto il nome e la sua sicura deportazione nei campi di concentramento nazifascisti.
 
Leggi anche: “Foggia: Giorno della Memoria, iniziative della Fondazione”
“Shoah: dov’era Dio?”
 
Fonti: Mangano Foggia
Rauzino
In Puglia.net
 
Photo credit: Gianni Lannes

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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