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Le Guide di Foggia Reporter: Manfredonia

Manfredonia – S. P. Q. S (Senatus Populusque Sipontinus), anche qui c’erano i Romani o meglio i Sipontini! Entrando a Manfredonia si coglie subito la sua antichissima essenza, eppure è nata solo nel Medioevo. Il forte legame con la vicina Siponto, in cui affonda le sue radici, quanto con Re Manfredi, figlio di Federico II di Svevia e principe di Taranto, si svela in un’identità gelosamente custodita dai cittadini, fatta da un potpourri di vicende e culture.

Ipogei Capparelli – Ph. Credit: Matteo Nuzziello Photographer

Visitare Manfredonia è un andirivieni temporale fatto di assalti, necropoli, profumi, fortificazioni, riti e sapori: Coppa Nevigata, insediamento daunio del 1700 a.C. e fortificazione del VIII a.C., e Grotta ScaloriaOcchiopinto, sede di sepolture neolitiche, hanno presentato testimonianze uniche in tutta Europa come gli Ipogei Capparelli all’ombra dei postumi campanili bizantini, delle linee gotiche della Chiesa di San Domenico dai sette altari e della Cattedrale di San Lorenzo Maiorano, primo salvatore della città, con l’icona vetere di Siponto “dagli occhi spalancati”; dei colonnati barocchi degli ex conventi e dei palazzi rinascimentali delle vie del corso dove il profumo persistente di focaccia e farrate sfida chiunque in qualsiasi stagione.

Palazzo storico di Via Maddalena – Ph. Credit: MI.TI.

Forse anche Sanniti, Longobardi e i Turchi di “Chiancamasitto” ne furono ammaliati per averla bramata e saccheggiata; nemmeno gli austriaci la risparmiarono durante Grande Guerra. Forse solo angioini, aragonesi e spagnoli l’amarono più di tutti, fortificandola in lungo e in largo. Si capisce già dal suo nome: Manfredonia.

È chiaro l’onore a Manfredi di Svevia, fondatore di un forte centro militare nonché nuova dimora per i sipontini dopo i gravi terremoti del 1223 e del 1255. L’emblema? Il Castello, una fortezza bellica d’eccellenza che riflette sul mare. Molti l’hanno visto in infinite vesti, oggi come Museo Archeologico Nazionale, principale contenitore delle stele daunie. Solo Manfredi non lo vide mai!

Castello svevo angioino aragonese – Ph. Credit: Matteo Nuzziello Photographer

Città d’arte, Porta del Gargano, Nuova Siponto e città dell’Acqua di Cristo sono solo alcuni degli appellativi che riflettono la sua importanza e la sua bellezza per essere incrocio di riti e culture. Addirittura, nel Rinascimento, fu contea milanese di Francesco Sforza. Non strano per essere fondata da una forte presenza ebraica, quelli stessi ebrei deportati nell’ex Macello Comunale della città tra il 1940 e il 1943.

La sua straordinaria potenza comunicativa, via terra e via mare, e la sua bellezza si riflettono nel porto: come resistere a una passeggiata a Cala Spuntone? Sul Porto “Marina del Gargano” tra locali chic e 365 bellissime barche. Manfredonia è alla portata di tutti, compreso a Carnevale il secondo periodo dell’anno in cui, oltre all’estate con la sua ciambott di pesce, sfoggia il suo talento in goliardiche sfilate in memoria di Ze’ Peppe.

Fonte: pp. 18-19, Rossi, V. A., “Di una navigazione mediterranea in Capitanata e dell’irrigazione di quei terreni”, Da Torchi del Tramaterr-Napoli, 1843.
Ciociola, P., “Manfredonia, io mi ricordo”, Andrea Pacilli Editore, 2011.
De Troia, G., “Dalla distruzione di Siponto alla fortificazione di Manfredonia”, Schena, 1985.

Michela Serafino

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