Le Guide di Foggia Reporter: Mattinata

Mattinata – Un “paesaggio aprico e fiorito” narra Orazio in alcune sue poesie. Falesie, mandorli e fichi profumano questo luogo di suggestivi odori d’Oriente.
Il paese si delinea in case bianche, tutte rivolte al primo sole del mattino, travolte dalla frizzante brezza marina di una calda estate, quando per la calura ci si poggia all’ombra di un ulivo su un muretto a secco al raglio improvviso di un asino.
L’immagine di una “farfalla bianca” che adagia le sue ali tra i Valloni di Monte Sacro nella fertile Valle Carbonara, riparata dall’ammasso di nummuliti…lo stesso calcare delle piramidi d’Egitto!

Da Monte Saraceno discendono calette ed una lunga spiaggia di ciottoli, un tempo luogo di approdi solitari.
Sulle baie cristalline, invece, i sentieri sono panorama di natura e storia, intervallandosi tra pinete e percorsi archeo-trekking: in Coppa del Principe e Grotte Scurzilli, la vita risale al Paleolitico fino a spingersi all’Età del Ferro, lasciando il segno di cinquecento necropoli daunie in quella che poi nel 694 a.C. divenne per i Greci la famosa Apeneste, Mattinata per l’appunto.
Da qui, le note stele daunie, lastre di pietra che, sormontate da scudi, falli e teste, chiudevano le nicchie funebri rievocando un ritorno alla vita prenatale e alla gloria del vissuto.

Sul mare, si sprigiona la eco di miti e leggende legati a Monte Sacro, il Dodoneo consacrato a Giove prima di ospitare l’abbazia benedettina della Santissima Trinità tra orde saracene e brigantaggio.
Oltre a Sperlonga e al suo convento pulsanese di Santo Stefano, gli immensi scenari panoramici di Mattinata coinvolgono anche la Vergine Incoronata, una chiesetta del ‘700 in pietra bianca, meta di suggestive processioni primaverili.
Ad Agnuli, in zona porto, le ville romane richiamano alla memoria l’antica pratica viticola ed oleifera di Matinum: di fianco ad un villaggio di pescatori, case patrizie in opus raeticulatum stanziarono frantoi e vasche di decantazione fino a quando un maremoto tra XI e XII secolo determinò lo stanziamento dei pochi sopravvissuti nell’attuale Junno, centro storico fulcro dei “pagliai”.

Non manca, al luccichio del mare, l’eleganza dei Palazzi Barretta e Mantuano, la cui bellezza in un contesto così rustico e selvaggio, esalta la semplicità delle candide piazze in pietra profumate di poperati.
Tra masserie ed antiche case di campagna è possibile assaporare la genuinità di Mattinata, gustando le prelibatezze locali in una location che racchiude, in un paesaggio multisfaccettato, l’entità del Gargano.
Fonte: Corrain, C., Nalin, G., “Resti scheletrici umani della necropoli protostorica di Monte Saraceno presso Mattinata”, 1966.
pp. 757 – 758, Sansone, M., “Archivio per l’antropologia e l’etnologia”, 1993.