Foggia Reporter

Le Guide di Foggia Reporter: San Nicandro Garganico

San Nicandro Garganico – Per gli antichi era luogo di difesa, oggi invece è il paese dei fiori e dei cicatielli. 
Per scoprire San Nicandro Garganico, bisogna iniziare la visita dal cuore del borgo. Scalinate e vicoli si aggrappano a colline digradate verso il mare, dove è possibile trovare nicchie e statue commemorative di tutto punto ad ornare opere di matrice cinquecentesca.
Santa Maria del Borgo, in particolare, eccelle per le pregiate statue lignee di scuola napoletana, da visitare almeno una volta!
Terra Vecchia, invece, vanta di racchiudere una delle chiese più antiche del paese: San Giorgio. 

Arco di Terra Vecchia – Ph. Credit: TripAdvisor

Lungo il centro storico, vi sono ancora integre le mura medievali e i tesori religiosi in esse racchiusi: Palazzo Fioritto, Santa Maria di Costantinopoli e Palazzo San Giorgio , ciascuno accuratamente decorato con stili arabi ed orientaleggianti.
Calpestando i ciottoli delle viuzze e seguendo il profumo ammaliante di f’nucchidd e pane cotto a legna, le stradine trafficate di tavolieri ricolmi di c’cattedd e qualche foulard da pacchianella ci guidano il Castrum Sancti Nicandri, la Difesa di San Nicandro, dove un tempo vi era una torre di avvistamento in una campagna ricca di boschi, il Fiorella e Spinapulci, e grotte, un luogo intimo e bucolico, in cui s’incastona Santa Maria di Monte d’Elio.

Torre Mileto – Ph. Credit: Stefano Perilli

Si coglie così l’essenza di Torre Mileto e Calarossa su una piccola penisola circondata da specie biomarine.
San Nicandro Garganico era, sì fertile per la vegetazione, ma soprattutto ideale per lo stanziamento di abitazioni tanto che vide nascere un ampio villaggio rafforzato poi da maestose mura.
Lo svettamento del castello quattrocentesco è dal 1800 il profilo identificativo del paese.
Per visitarlo? Chiedete agli eredi Zacchigno, la cui proprietà ve n’è riconosciuta ormai da secoli.

Dolina Pozzatina – Ph. Credit: CAI Foggia

Dalle fondamenta della Dolina Pozzatina un paesaggio da set cinematografico: nell’intervallo di stalagmiti e stalattiti del Pian della Macina, della Grotta dell’Angelo, della Piana delle Streghe, di Monte Devio e Parco San Giuseppe, la natura nasconde dietro i suoi fenomeni carsici qualche arcaico mistero. E lì, dove vige secolare l’ombra di un sasso, nascono fiori di ogni genere, soprattutto se si tratta di orchidee!
Di quanta bellezza gode questo paese? Beh infinita, se si pensa che San Nicandro Garganico ne ha da vendere, proprio come i suoi fiori secchi di cui ne è produttore nazionale.

Fonte:  pp. 38 – 51, Spedicato, M., “Ricerca storica e storiografia religiosa sulla Capitanata moderna: secc. XVI – XVIII”, Cacucci, 2002.
p. 58, Otranto, G., Carletti, C., “Il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano dalle origini al X secolo”, Edipuglia, 1995.