Un’antica chiesetta rurale alla periferia di Foggia, è San Lorenzo in Carmignano

Foggia – Nei pressi del Salice Nuovo sorge una piccola chiesa, si tratta di San Lorenzo in Carmignano, una delle chiese più antiche della città di Foggia, presente già nel XII secolo. Purtroppo per anni l’antica chiesetta rurale è stata abbandonata.

Dopo anni di battaglie condotte dal politico foggiano Dario Iacovangelo, finalmente qualcosa è cambiato e grazie ad un’opera di ristrutturazione la chiesetta rurale sembra essere rinata.

La chiesa insieme alla Domus Pantani di Federico II era un luogo molto importante per la produzione agricola della Capitanata. I lavori di recupero architettonico della chiesa rurale foggiana potrebbero essere concludersi nel mese di ottobre. La chiesetta ha un antico e importante valore che merita di essere valorizzato attraverso idonei lavori di ristrutturazione e recupero.
Secondo alcuni studiosi, infatti, in questa piccola chiesa, un tempo, sorgeva uno scriptorium in cui i monaci amanuensi copiarono importanti manoscritti.
Il quartiere Salice Nuovo è molto legato a questa antica chiesa, patrimonio della cultura e della tradizione locale. Il nostro territorio è costellato da sconosciute, belle e abbandonate chiese rurali, memorie di un tempo ormai passato e legate al mondo contadino.
In un interessante articolo comparso sul Corriere di Foggia del 27 gennaio 1949, scritto da Mario Menduni (giornalista e scrittore foggiano), si parla della storia di questo importante bene culturale della nostra città.
Menduni racconta a proposito di San Lorenzo di quando vi si svolgeva una festa particolarmente sentita dai bettolai foggiani. “A feste de Sande Lavrinze” era solennizzata dai bettolai foggiani i quali, sui “traini” carichi di gente, vi si recavano tra canti, suoni, urla e barili di vino. Le numerose comitive, giunte sul posto, seguivano devotamente in processione la immagine del Protettore, assistevano a varie funzioni sacre ed indi organizzavano bivacchi allietati da musica e balli folkloristici.
Un’antica tradizione ormai scomparsa quella raccontata da Menduni, rimasta nella memoria di alcuni (forse) e conservata nel bagaglio folckloristico della nostra città e del suo territorio, così come la piccola e antica chiesetta del Salice Nuovo, memore di tempi lontani di cavalieri e di battaglie.
Fonte: Lettere Meridiane