Grano duro, crollo quotazioni. Cia Puglia: “Rischio fallimento per la cerealicoltura”

“Le quotazioni del grano duro italiano mortificano il lavoro dei nostri cerealicoltori. Veniamo da tre anni disastrosi per il settore cerealicolo, con prezzi di produzione in continuo aumento e redditività per i produttori in continua discesa. In questo modo, non solo il futuro, ma anche il presente della cerealicoltura italiana è a serio rischio di fallimento”.
È con queste parole che Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani e presidente regionale della Puglia per l’organizzazione, commenta il crollo delle quotazioni del grano duro registrato dalle Borse Merci di Bari e di Foggia. Martedì 1 aprile, a Bari, il grano duro “fino” è stato quotato a 324-329 euro alla tonnellata, vale a dire 6 euro in meno rispetto alla settimana precedente. Il 2 aprile, a Foggia, lo stesso fino è stato valutato 322-327 euro alla tonnellata, con un decremento di 8 euro rispetto all’ultima seduta di marzo.
“Il valore di riferimento accordato al prodotto di punta della nostra cerealicoltura è ancora troppo basso. Gli scenari internazionali stanno lentamente cambiando, ma l’Europa appare ancora sotto scacco, incapace di riattivare dinamiche utili a rilanciare e tutelare la propria agricoltura. È uno scenario sinceramente inaccettabile”, aggiunge Sicolo. “Siamo tornati alle quotazioni dei tempi più cupi della cerealicoltura italiana, ma i costi per produrre il grano invece sono stati continuamente aggiornati con una serie di aumenti insostenibili. Per non parlare delle mutate condizioni climatiche che hanno fatto crescere in modo esponenziale i rischi d’impresa per le aziende agricole, con eventi calamitosi sempre più frequenti e ravvicinati. Sono cresciuti anche i costi per le polizze assicurative sulle calamità naturali. Tutto aumenta, perfino pane e pasta mantengono un livello molto elevato di prezzi, a essere penalizzati, dunque, sono soltanto i consumatori e gli agricoltori”. CIA Agricoltori Italiani, sia a livello nazionale sia attraverso la mobilitazione costante e continua di CIA Puglia sul territorio, negli ultimi tre anni ha sollevato con forza la questione cerealicola: petizioni, manifestazioni e un dialogo fitto con le istituzioni a tutti i livelli hanno più volte rimarcato il rischio di una vera e propria “desertificazione” economica per la cerealicoltura italiana.
Le importazioni massicce, lo squilibrio lungo la catena di filiera a tutto svantaggio dei produttori, la crescita dei costi di produzione, la siccità e le croniche lacune infrastrutturali subite dalla nostra agricoltura stanno mettendo a serio rischio la nostra cerealicoltura, con disinvestimenti resi ormai evidenti dalla diminuzione dei terreni seminati a grano.
“Stiamo lottando con tutte le nostre forze per Granaio Italia e l’attivazione del Registro Telematico. Continueremo a batterci in questa direzione e siamo ancora più convinti che servano ulteriori azioni e anche una presa di posizione forte da parte dei consumatori. E allora lo ripetiamo: scegliete solo pasta realizzata al 100% con grano italiano. Ci aspettiamo che anche il Governo nazionale respinga l’azione delle lobby che stanno mettendo a repentaglio la nostra sovranità cerealicola appoggiando le proprie speculazioni con un ricorso massiccio alle importazioni di grano dall’estero. “Invitiamo il Governo a promuovere il consumo della pasta realizzata al 100% con grano italiano”.

