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Le Guide di Foggia Reporter: Monteleone di Puglia

Monteleone di Puglia – Salendo sul cucuzzolo più alto di Puglia, si va verso un borgo di centro, dove i campi di mais si mischiano a quelli di fagioli. Monteleone di Puglia è borgo pugliese dalla cultura irpina e dal nome vigoroso. Incastondosi nel polmone verde del Bosco della Selvamala, quella stessa area che nel 1140 si fece scenario irripetibile delle seconde assise di Ariano ovvero le prime leggi del Sud nell’Assemblea Costituente del Regno di Sicilia ad opera di Ruggero II d’Altavilla.

Percorso naturalistico nel Bosco di Selvamala – Ph. Credit: TV2000

I murales che vestono di un’inusuale modernità le timide casette bianche del centro storico, in realtà traspaiono l’intramontabile importanza di un luogo ambito già nel Tardo Romano Impero, quando Domiziano donò a Marco Valerio Marziale la Valle delle Noci.
Dal dialetto degli anziani seduti ai piedi del Castello si percepisce il carattere campano. Nel 1285, per privilegio di Carlo I d’Angiò, Monteleone fu venduta all’Irpinia come sede dell’Universitas e demanio feudale fino al 1588. Sull’Obelisco della Piazza centrale, monumento all’autonomia, sono ancora visibili i segni di una Monteleone di Puglia geopolitica e, dunque, contesa in conflitti religiosi. Le autorità ecclesiastiche lamentavano che queste località irpine pullulassero di eretici quando, invece, vi furono d’asilo ai Poveri di Lione, i Valdesi di Provenza perseguitati dal papa di Avignone. Forse è da qui che deriva l’incisiva identità del paese.

I murales nel centro storico di Monteleone di Puglia – Ph. Credit: Il Giornale di Puglia

Incastonato tra le chiese ottocentesche, il Palazzo dei Platti per ricordare quella famiglia che operò alla ripresa della cittadina per tutto il XVII secolo.
Camminando all’ombra della Chiesa di San Rocco si testa un assetto urbano intatto come ai tempi dei briganti, quando sotto faggi, aceri e castagni nel circondario della Madonna del Carmine, tessero rapporti diplomatici con la popolazione al fine di migliorarne la qualità della vita nel borgo. Un attivismo popolare protratto fino alle sommosse antifasciste che risuonarono il nome di Monteleone di Puglia persino in Radio Londra: il 23 agosto 1942 proprio qui sorse il primo focolaio di insurrezioni contro le normative fasciste che limitarono drasticamente le quote di frumento destinante alla molitura.

Chiesetta della Madonna del Carmine in contrada Montagna

Che dire, Monteleone di Puglia non fu soltanto nascondiglio di “eretici” e briganti. I sentieri dalle acque sulfuree funsero da ristoro anche per i transumanti a cui si deve la tradizione casearia di ottimi caciocavalli e mozzarelle. La sua bellezza paesaggistica è intrisa di mistero per la storia, ma anche di autenticità. Dalla Pasquarella fino a San Rocco con in mano zucche d’aviern, sedano e cicatielli si dà il benvenuto a tutti con grande armonia, lasciando a chi vi passa un gradevole ricordo.  

Fonti: Leuzzi, V. A., “Donne contro la guerra. La rivolta di Monteleone di Puglia (23 agosto 1942)”, Edizioni dal Sud, 2004.
Lattanzi, A. e E., “Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Puglia”, Newton Copton Edizioni, 2015.

Michela Serafino

Interazione con la società col fine di promuovere la cultura, il territorio e le loro risorse attraverso sistemi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...). Nello specifico settore turistico, promuovo e coordino lo sviluppo delle attività presso imprese private e cooperative, associazioni non-profit, organizzazioni pubblico-private, aziende ed enti pubblici di settore, amministrazioni pubbliche locali, regionali e statali, anche nel quadro della cooperazione internazionale allo sviluppo.

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